Galanu
Marcello Fois
agg., dal sardo
Festivaletteratura carino, aggraziato

La mia lingua madre ha tutta la complessità delle madri. Mi guarda dal fondo di me con affetto e, qualche volta, con sospetto. Per lei è sempre una questione di tono. Pronunciare una parola per lei significa soffiarla nel modo giusto con l’attenta delicatezza di un vetraio di Murano. Perché la parola non basta a sé stessa, ci vuole il tono, ci vuole il suono. Perché la stessa parola non ha un solo senso, ma può averne tanti tanti. Quando mi hanno chiesto il mio mattone per questa straordinaria Torre di Babele che è il Vocabolario Europeo, mi è venuto in mente galanu. Che avrebbe un significato tecnico, cioè carino, adeguato, dolce, aggraziato, ma che non viene mai usato in questo senso. Nel vocabolario nuorese mancano parole fondamentali come amare, che viene sostituito da stimare, o intelligente, che è sostituito dall’antifrastica no est tontu (non è stupido). Galanu è il campione dell’antifrasi nuorese, cambia e peggiora a seconda del tono con cui viene pronunciato, a seconda che affronti la strada dell’ironia, del sarcasmo, dell’eufemismo. fino a raggiungere il suo opposto: bruttino, inadeguato, velenoso, goffo.



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