Sintassi
Franco Cordero
s., dall'italiano
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Cominciamo dall’etimologia greco-latina: sún (“con” o “insieme”) indica una pluralità contigua; tásso corrisponde agl’italiani “ordino”, “schiero”, “stabilisco” e analoghi; “syntaxis” evoca l’ordine in cui disponiamo le parole secondo date regole. Su cosa siano le proposizioni, come formarle, quali strutture compongano, è guida sicura Ludwig Wittgenstein. Chiamiamo “proposizione” gli enunciati qualificabili veri o falsi. Nella forma elementare descrivono l’evento x, risultando veri in quanto x accada: ad esempio «piove», se cade acqua dalle nuvole; la somma dei veridicamente enunciabili costituisce il mondo. L’intelletto angelico, come lo intende san Tommaso, capta in visione sincrona i relativi avvenimenti; non essendo puri spiriti, noi pratichiamo l’assai meno comodo discursus, un passo dopo l’altro: qui comincia la sintassi, nel territorio delle proposizioni complesse, dove appare il segno “non”, ignoto alla lingua angelica: L’apparato sintattico rimedia ai limiti cognitivi umani mediante un calcolo combinatorio, utile in quanto constino dati elementari, acquisibili attraverso procedure empiriche. L’analisi logica non dice niente sulle cose del mondo ma riesce utilissima smascherando conclusioni false e formule vacue, infatti gl’impostori la detestano. Quanto sarebbe raccomandabile una clinica linguistica in teologia, filosofia, politica e mondo degli affari, tutti refrattari, perché gl’interessi costituiti ammettono solo finte rivoluzioni.



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