programma
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Con l'Antropocene si è consumato il nostro definitivo divorzio dalla Terra. Traditori del vivente, con le nostre azioni distruttive ci siamo resi alieni a noi stessi e al nostro pianeta, rendendo necessario – per un orizzonte di salvezza – un completo ripensamento delle invenzioni culturali all'interno delle quali abbiamo ingabbiato la Terra in un'ottica di dominio e di sfruttamento delle risorse. Il geografo Matteo Meschiari (Landness, La fabbrica dei mondi) propone la Territà come esercizio erotico e re-immaginativo, che riparte dalla Terra che sentiamo sotto i piedi e dal cosmo che abbiamo davanti agli occhi per liberare un racconto capace di attraversare il collasso e "fondare cosmologie non apocalittiche, propiziare incontri con il lato di mistero che c'è nel mondo, […] coltivare lo spirito d'avventura che da sempre spinge bande di adolescenti nelle foreste dell'altrove".

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