Festivaletteratura al Mantova 
World Forum on Urban Forests

8 11 2018

Festivaletteratura al Mantova 
World Forum on Urban Forests

Dal 28 novembre al 1° dicembre, 5 incontri di Consapevolezza verde a ingresso libero

Dal 2010, Festivaletteratura sviluppa all'interno del proprio programma una serie di eventi dedicati all'ambiente, offrendo un contributo allo sviluppo di un'intelligenza ecologica collettiva. Nelle giornate del Mantova World Forum on Urban Forests, in collaborazione con il Comune di Mantova, il Festival aprirà il dialogo al pubblico in 5 appuntamenti a ingresso libero inerenti alle tematiche del convegno, che avranno come protagonisti Giorgio Vacchiano, Emanuele Bompan, Rola Khoury, Stefano Boeri, Freya Yost, Paola Antonelli, Stefano Mancuso, Tiziano Fratus e Lorenza Zambon.

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito. Si consiglia di prenotare scrivendo a [email protected]

Ecco di seguito il calendario degli eventi:


Mercoledì 28 novembre – ore 18.30 – Sala delle Capriate
Giorgio Vacchiano con Emanuele Bompan
Cambiamenti climatici e foreste: benefici per la società, conseguenze per gli ecosistemi, proposte di azione
Le foreste costituiscono oggi un patrimonio non solo da salvaguardare ma da gestire e ottimizzare, adottando precise strategie politiche che facciano della sostenibilità ambientale la chiave di volta del futuro. Partiamo da qui: lavoriamo insieme per gestirle e preservarle, per far capire al mondo la loro importanza nella lotta al surriscaldamento globale e ai cambiamenti climatici.

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  • Giorgio Vacchiano: ricercatore in gestione e pianificazione forestale presso l'Università Statale di Milano, studia modelli di simulazione in supporto alla gestione forestale sostenibile, la mitigazione e l'adattamento al cambiamento climatico e ai disturbi naturali nelle foreste temperate europee. Si occupa di didattica e comunicazione della scienza e nel 2018 è stato nominato dalla rivista Nature tra gli 11 migliori scienziati emergenti nel mondo che «stanno lasciando il segno nella scienza».
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  • Emanuele Bompan: giornalista e geografo, si occupa di cambiamenti climatici, energia, Green Economy, politica internazionale e politica americana. Vive tra Washington D.C. e Milano e collabora con numerose testate. Tra i suoi scritti: Bioarchitettura; Il mondo dopo Parigi. L'accordo sul clima visto dall'Italia (con Sergio Ferraris); Che cosa è l'economia circolare (con Ilaria N. Brambilla); Water grabbing. Le guerre nascoste per l'acqua nel XXI secolo (con Marirosa Iannelli).

Giovedì 29 novembre – ore 18.30 – Sala delle Capriate
Stefano Boeri, Rola Khoury e Freya Yost
Sviluppo rigenerativo e cambiamento climatico
Nei rispettivi campi di azione, Rola Khoury e Stefano Boeri si occupano di Sustainable Development Goals: la prima in qualità di vice-presidente e fondatrice di The Cloudburst Foundation, una fondazione no-profit che supporta programmi di rigenerazione di portata globale attraverso la politica e la comunicazione; il secondo come architetto di fama internazionale e ideatore del Bosco Verticale di Milano, un prototipo di edificio residenziale che concepisce la vegetazione come elemento essenziale dell’architettura. Tutela della biodiversità, forestazione urbana e partenariato internazionale sono gli argomenti al centro di un dialogo nato da diverse esperienze sul campo.

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  • Stefano Boeri, architetto e urbanista, è Professore Ordinario al Politecnico di Milano e insegna come visiting professor in diverse università internazionali. Attualmente dirige il Future City Lab alla Tongji University di Shanghai: un programma di ricerca post-dottorato che anticipa le trasformazioni delle metropoli planetarie in relazione ai temi della biodiversità e della forestazione urbana. Lo studio Stefano Boeri Architetti, con sede a Milano e uffici a Shanghai e Tirana, è impegnato in progetti a diverse scale quali il Piano Regolatore Tirana2030 e l'esportazione, in diverse città del mondo, del prototipo del Bosco Verticale realizzato a Milano nel 2014.
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  • Rola Khoury: nata ad Haifa, con una formazione in diritto internazionale e una pluriennale esperienza in campo umanitario, è l'anima di importanti eventi pubblicitari, campagne di raccolta fondi e di sensibilizzazione ai principali problemi sociali e ambientali del nostro tempo. Ha lavorato con aziende leader e governi di tutto il mondo, tra cui Jade Magazine, che ha fondato, l'ufficio dell'Ambasciata australiana e la Commissione commerciale in Italia. Ha contribuito al libro Rediscover Your Heart: 7 chiavi per la trasformazione personale e planetaria del filantropo olandese Fred Matser. Insieme al marito Antonio Bartesaghi, nel 2014 ha dato vita alla Fondazione Cloudburst, un'organizzazione senza scopo di lucro con sede sul Lago di Como che supporta programmi partnership intersettoriale, con un'attenzione particolare alla rigenerazione ecologica in Italia.
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  • Freya Yost: è scrittrice e illustratrice. Ha una background nell'ambito delle scienze dell'informazione, specificamente nella gestione di dati ambientali, nelle tecnologie open source e nei conflitti legati ai diritti digitali. Ha lavorato in ambito artistico, nel mondo delle biblioteche e nello sviluppo sostenibile e ha collaborato con istituzioni culturali come il MoMA di New York, la New York Public Library, le Nazioni Unite e Common Earth, un'organizzazione che lavora per lo sviluppo rigenerativo nella Commonwealth. Scrive per Global Voices e ha pubblicato saggi e inchieste per la Peer-to-Peer Foundation, Truth-Out e Shareable, tra gli altri.

Venerdì 30 novembre – ore 18.00 – Aula Magna Università
Paola Antonelli e Stefano Mancuso con Cristina Gabetti
Design ricostituente e piante: risposte complementari ai problemi del nostro presente
La frattura tra esistenza umana e ambiente sta mettendo seriamente a repentaglio la sopravvivenza della nostra specie. La XXII Triennale di Milano Broken Nature: Design Takes on Human Survival, per tutto il 2019 studierà lo stato dei fili che collegano gli esseri umani ai loro ambienti naturali – alcuni sfilacciati, altri completamente tagliati – partendo dal concetto di design ricostituente ed esplorando attraverso mostre e partecipazioni internazionali come The Nation of Plants di Stefano Mancuso l'importanza delle pratiche creative nel rilevare i legami della nostra specie con i sistemi complessi del mondo. Modera la giornalista Cristina Gabetti.

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  • Paola Antonelli: già Senior Curator del Dipartimento di architettura e design del Museum of Modern Art di New York, nonché direttore Ricerca e sviluppo dello stesso museo, Paola Antonelli ha curato numerose mostre, tenuto conferenze in tutto il mondo e fatto parte di diverse commissioni internazionali nel campo dell'architettura e del design. Ha insegnato alla University of California di Los Angeles, all'Harvard Graduate School of Design e al Master of Fine Arts della School of Visual Arts di New York; ha inoltre ricevuto dottorati ad honorem dal Royal College of Art e dalla Kingston University di Londra, dall'Art Center College of Design di Pasadena e dal Pratt Institute di New York. Nel 2006 ha ottenuto il National Design Award “Design Mind” dalla Smithsonian Institution, e nel 2007 è stata inserita nella lista dei venticinque cervelli più “visionari” dalla rivista Time. Nel 2011 è entrata nell'Art Directors Club Hall of Fame e nel 2015 è stata insignita della Medaglia AIGA. Tra le mostre e le rassegne più recenti da lei curate si segnalano Items: Is Fashion Modern?, inaugurata al MoMA nell'ottobre 2017, e la curatela della XXII Triennale di Milano Broken Nature, che si terrà a Milano dal 1° marzo al 1° settembre 2019.
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  • Stefano Mancuso: docente all'Università di Firenze, dove ha fondato e dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (LINV), è membro fondatore dell'International Society for Plant Signaling & Behavior. Ha insegnato in università giapponesi, svedesi e francesi ed è accademico ordinario dell'Accademia dei Georgofili. Nel saggio Verde brillante (2013), scritto insieme ad Alessandra Viola, ha proposto per la prima volta al grande pubblico parte delle ricerche raccolte in anni di conferenze e paper scientifici riguardo all'interazione e alla co-evoluzione tra piante ed esseri umani. Sempre nel campo della divulgazione scientifica si segnalano anche Uomini che amano le piante (2014), Biodiversi (2015) e Plant Revolution (2017), vincitore del Premio Galileo 2018 per la letteratura scientifica.

Sabato 1 dicembre – ore 11.30 – Sala delle Capriate
Tiziano Fratus
Fratello albero e sorella foresta. Perché gli alberi riducono il Magistero del Disordine e possono salvare la vita.
L’opera poetica di Tiziano Fratus si alimenta dagli alberi, trae linfa da boschi secolari di Alpi e Appennini, giardini e parchi urbani, riscoprendo attraverso percorsi e censimenti di piante il valore e la bellezza di questi maestosi abitanti della terra.

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  • Tiziano Fratus: nato a Bergamo nel 1975, è poeta e scrittore. Nel 2010 ha compiuto un viaggi in Estremo Oriente, Stati Uniti e Europa, traendo dall'insolita esperienza una riflessione che lo ha portato a creare il concetto di uomo/donna radice. A partire da Homo Radix inizia così a pubblicare una serie di libri legati alla natura, all'identità e agli alberi monumentali, tra i quali Il bosco è un mondo (2018), Waldo Basilius (2018) e Il libro delle foreste scolpite (2018). Sempre nel 2018, il suo contributo La foresta che ci abita è apparso nel volume collettivo Il Capitale Naturale in Italia. Aria, suolo, acqua e foreste. Un patrimonio da difendere e arricchire, promosso dal Ministero dell’Ambiente. Per sei anni ha curato la rubrica Il cercatore di alberi per La Stampa e attualmente scrive sulle pagine del Manifesto. Vive nella campagna piemontese, laddove si esaurisce la costanza della pianura e si snodano le radici delle montagne.

Sabato 1 dicembre – ore 16.15 – Cinema del Carbone
Lorenza Zambon
94 passi in giardino
Uno spettacolo che parla di un giardino molto amato e delle mille cose che vi accadono. Parte dall’inizio, da una montagnola di terra su cui la casa degli alfieri viene costruita davanti agli occhi degli spettatori come in un gioco mentre intorno nasce il giardino, strappato al gerbido e alla boscaglia. Questo ora è il prologo. Da qui si riparte, venti anni dopo. Gli umani sono cresciuti. Il giardino è maturo… ora rivela i suoi segreti più profondi. Le scoperte e le meraviglie non hanno fine. E così si parla di un sentiero segnato con i passi, e di altri, selvatici, di bosco e di città, sentieri del desiderio che raccontano storie. Si scoprono minuscoli varchi, punti magici in cui mondi compresenti a incomunicabili si toccano. Si incontrano esseri, si sfiora l’intelligenza delle piante e l’enorme potere dei lombrichi , si superano confini, si percorrono i passi che portano all’intimità con il luogo… Dopo ogni nuova scoperta affiorano nuove domande. Un percorso intimo e anche visionario, un invito in un luogo segreto. Accogliente.

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  • Lorenza Zambon: attiva nel mondo del teatro dai primi anni ’80, Lorenza Zambon ha intrapreso una personale ricerca sulla relazione fra la specie umana e il suo ambiente, che dal 1999 a oggi ha dato origine a una serie di originali spettacoli teatrali, tra i quali: Trilogia della natura, Lezioni di giardinaggio planetario, Il giardino segreto, Sillabario della natura", "Sylva. Variazioni sulla foresta”, Il giardino sacro e 94 passi in giardino. L'originale approccio dell'autrice si concretizza anche nella realizzazione di numerosi laboratori su tutto il territorio nazionale e, dal 2001, nell'ideazione di 'Naturalmente arte', il primo festival teatrale italiano dedicato al rapporto fra arte e natura. È anche autrice, tra i tanti, dei libri Lezioni di giardinaggio planetario (2014) e Un pezzo di terra tutto per me. Un giardino per fiorire in ogni stagione (2018).
Festivaletteratura