Perché poi la felicità fa bene a tutti

6 9 2018

Perché poi la felicità fa bene a tutti

Performance in parole e musica sulla violenza domestica

Tra gli italiani che interverranno alla prossima edizione assume una particolare rilevanza la presenza di autori che arrivano al romanzo o al racconto dopo un percorso di successo nella scrittura per il cinema o per il teatro. L'interazione tra letteratura e altre forme espressive – cinema, musica, fumetto – sarà più esplicita nei bonus track, in cui coppie inedite di scrittori e artisti cercheranno di regalare qualcosa in più di un tradizionale evento letterario.


Tuoni e lampi in cielo, come se anche il tempo atmosferico in Piazza Castello volesse far tornare tutti ad una tragica serietà, ad una tragica quotidiana realtà. E la raccontano splendidamente Simonetta Agnello Hornby e Filomena Campus, accompagnate da bellissime canzoni. Crediamo a tante cose, per sentito dire, per luoghi comuni, per vox populi. Ma quasi sempre queste cose sono sbagliate, distorte, false.

La violenza non dipende dalla classe sociale, dalla ricchezza o dal grado di istruzione dei soggetti coinvolti. La violenza riguarda tutti, tutti i tipi di coppia, in tutto il mondo, per qualsiasi religione. La violenza è sempre volontà di controllo, volontà di potere. E in Italia questa violenza è da tenere sotto silenzio, da risolvere in famiglia. Perché la metà degli italiani pensa che la realizzazione della donna sta solo nello sposarsi e nell’avere figli e il più delle volte la donna violentata se l’è cercata. E la violenza, se il circuito non si interrompe, genera violenza: un individuo violentato diventerà spesso a sua volta un soggetto violento.

Simonetta Agnello Hornby dedica idealmente questa serata a Silvia che, ospitata a casa sua in Inghilterra, le regalò un portacenere di cristallo («trasparente e limpido come la sua anima») per sdebitarsi delle lezioni di inglese ricevute. Anni dopo ritrovò Silvia sulle pagine dei giornali italiani, uccisa dal compagno a cui diedero 30 anni di carcere per omicidio. Simonetta chiede scusa per non aver amato Silvia e la sua anima trasparente che cercava solo un po’ di affetto. E poi la storia di Maria e Tonio in un quartiere popolare: lui la picchiava costantemente, e lei non faceva una piega, sapendo che se l’avesse denunciato tutta la famiglia avrebbe perso anche quel poco che Tonio riusciva a non spendere ubriacandosi all’osteria. Perché non sempre è facile parlare: i bambini potrebbero finire in istituti, separati e dispersi nel caso di denuncia di una violenza domestica. Oppure si ostenta una vita di coppia perfetta, come Gianni e Lisa imprenditori italiani di successo in Zambia. Al contrario poi, tra le mura di casa, violenze psicologiche e brutalmente reali con segni spaventosi sul corpo. È da allora che Simonetta non crede più alle coppie che sembrano troppo felici. Anche le persone disabili sono capaci di violenza, come la signora Taylor in sedia a rotelle che costringeva il suo servitore a stare con lei sotto minaccia di denuncia per violenza, in una sorte di mondo al contrario. E in questo mondo al contrario, alla fine la donna rimane spesso con l’uomo violento, nonostante tutto. Finché non si ritrova morta buttata da un balcone, in una specie di delitto perfetto che lascia anche impunito l’omicida. A fronte di tutte queste situazioni, lo studio legale dell’autrice è stato il primo in Inghilterra ad avere dedicato un settore ai casi di violenza domestica. Anche sugli uomini. Perché anche nel caso di donne che usano la violenza, questa è esercizio di potere. La violenza psicologica agisce sull’animo ed è pervasiva. Segna talmente tanto che un bambino può arrivare a desiderare di morire per il dolore che provoca. Bisogna ridare fiducia a queste vite spezzate, permettere che il corto circuito si interrompa e che il bambino possa crescere e diventare un uomo felice.

Per riconoscere il fenomeno della violenza, dobbiamo entrare nel suo teatro. Dobbiamo capire chi è la vittima e chi l’aggressore in base al linguaggio. Dobbiamo imparare ad ascoltare, aspettare in silenzio che qualcuno parli. Perché come il vento cresce sempre più forte e porta con sé il temporale, così anche il percorso della violenza cresce piano piano fino ad esplodere. Si parte dall’isolamento imposto nei riguardi di famiglia e amici, si richiede amore in cambio di continue rinunce. Si agisce psicologicamente sulla persona fino a renderla insicura, vulnerabile, sempre più soggetta a solitudine profonda. Grata per una carezza, felice per paura di subire. Vengono coperti i lividi e le ferite, non si parla con nessuno e non si sa più quindi dove andare. Si teme il giudizio degli altri. E anche le persone famose faticano a parlare della violenza, come Franca Rame che, violentata da 5 fascisti, impiegò anni a denunciare il fatto, tanto che i colpevoli non furono mai condannati.

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Oppure ci sono le eroine come Franca Viola che denunciò lo stupratore nel 1963, sfidando la società e la mafia, sfidando lo Stato e il suo matrimonio riparatore, sfidando il legislatore e il suo reato contro la morale invece che contro la persona. Alla fine arrivarono libertà e dignità, ma lo Stato fu tremendamente lento. La speranza è quindi solo nella prevenzione, nella cooperazione tra enti, nella rete di solidarietà che si deve formare nel sociale per un supporto immediato e un mondo del lavoro sensibilizzato in tal senso. Un coinvolgimento della società civile, di chi ha a disposizione una camera e un po’ di tempo per un aiuto concreto a chi ne ha bisogno, a chi è più sfortunato di noi. Perché poi la felicità fa bene a tutti.


Per chi vuole approfondire il percorso, Festivaletteratura propone:

Evento 18 ”Dieci anni dopo” - Evento 44 “Per alibi solutori” - Evento 50 “Occhi neri” - Evento 61 “Marenglen” - Evento 64 “Un incendio per un cuore di paglia” - Evento 69 “I tormenti di una terra di confine” - Evento 90 “Sacre parole” - Accenti, venerdì 7 ore 17.00 - Evento 106 “In questa commedia che è la vita” - Evento 108 “Dialoghi sulla scrittura” - Evento 111 “Italiani si rimane” - Evento 133 “Ricomincio daccapo” - Evento 142 “Cambio registri” - Evento 145 “Noi siamo ciascuno la propria storia” - Evento 157 “Voci dal Novecento” - Evento 161 ”Questioni di cuore” - Evento 162 “Colapesce vs Rossari: round 1” - Evento 172 “Il mondo ha bisogno dei vip” - Evento 188 “Innamorarsi a (di) Roma” - Evento 190 “I cortocircuiti di una nazione” - Evento 194 “Aggiungere vita ai giorni” Evento 203 “Altezza zero”.

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