Un uomo che legge ne vale due

9 9 2018

Un uomo che legge ne vale due

Elogio ai librai e alle librerie del mondo

A Palazzo San Sebastiano, Lella Costa in un incontro "anomalo" presenta l'affascinante libro La Libreria della rue Charras della scrittrice algerina Kaouther Adimi. L'assenza dell'autrice viene pienamente colmata da chi questo libro l'ha curato, tradotto, amato. L'editore Marco Federici Solari e la giovane traduttrice Fracesca Bononi partecipano a un'interessante intervista «impossibile ed immaginaria» che dischiude i temi cruciali de La Libreria della rue Charras: il luogo libreria, un'indicibile passione per i libri, il colonialismo culturale e politico, l'espropriazione di un'identità nazionale e individuale, l'ormai poco presente concetto di libero accesso alla lettura per tutti.

Una storia passata che si dipana lungo le strade di un Algeri vittima del colonialismo e delle efferatezze francesi, il racconto di un giovane uomo, Edmond Charlot, «inguaribile sognatore» convinto che i libri possano e debbano costruire ponti creando comunità di lettori. La libreria diviene, dunque, il perno di quel cosmopolitismo culturale che attira a sé tutte quelle persone che possono ritrovare «una stanza in ogni città del mondo». Una stanza colma di libri, custode delle "Vere Ricchezze".

Edmond Charlot non solo scoprì e pubblicò Albert Camus, conobbe Saint-Exupéry, frequentò i più importanti scrittori francesi dell'epoca, ma tentò di dare vita a una vera e propria "cultura mediterranea" facendo dialogare le due sponde del Mediterraneo mai così vicine. Adimi attraverso la limpidezza della sua scrittura racconta di un tempo passato disvelando l'atemporale potenzialità intrinseca dei libri capaci di avvicinare due lembi di terra, separati in fondo solo da un braccio d'acqua, e di legare insieme le menti degli uomini che condividono una piccola preziosa potente passione: la lettura.

«Si può passare tutta la vita a correre dietro alla carta?» Lella Costa ne è certa e ci ricorda che «il nostro Paese così complicato e svalutato è anche questo, il nostro Paese ama ed ha bisogno dei libri, il nostro Paese è anche Festivaletteratura. È importante non dimenticarlo per ritrovarci qui tutti insieme l'anno prossimo».

Festivaletteratura