John Berger e l'intuizione delle storie

3 1 2017

John Berger e l'intuizione delle storie

Un itinerario mantovano tra angeli, maghi e capolavori del Rinascimento

Poche personalità riescono a essere davvero incisive nell’educarci allo sguardo e all’ascolto, a spiccare per la loro naturale capacità di connettere, attraverso la parola, opere e vicende lontanissime dal presente. John Berger (Londra, 1926 - Parigi, 2017) era certamente una di queste e oggi sono tanti gli interventi che celebrano la sua incredibile abilità, tanto nella narrativa che nella critica d’arte.

(caricamento...)

(caricamento...)

«Quando John racconta una storia – affermò Maria Nadotti intervistandolo nel primo dei suoi due incontri al Festival nel 2010 – fa una specie di gioco alchemico. Di solito, quando pensiamo alle storie, immaginiamo dei personaggi in un luogo e in un tempo, ma John riesce a far venire a galla la storia anche quando la storia non sembra esistere». Un esempio a noi particolarmente caro del suo approccio all'arte e alla letteratura fu il dialogo teatrale con sua figlia Katya – incentrato sulle storie segrete della Camera degli Sposi –, che seguì di qualche ora il bellissimo evento dal titolo Angeli e Maghi, qui riproposto integralmente.

(caricamento...)

Il capolavoro di Andrea Mantegna, custodito negli ambienti di Palazzo Ducale, ammaliò Berger sin dalla prima volta che intervenne a Mantova nel 2007: «John uscì da quella visita con un gran desiderio di tornare in quel luogo e di scrivere una storia a partire da quella meravigliosa camera dipinta». Tale esperienza estetica, che dopo qualche anno si è tradotta nel saggio a quattro mani Distendersi a dormire e nell'omonimo evento presso il Teatro Bibiena, fu un autentico itinerario emozionale nella ricchezza di dettagli e nella strabiliante profondità degli affreschi di Mantegna, una conversazione amorosa segnata dalla capacità davvero unica di Berger di leggere all’interno dell’opera le molte stratificazioni di significato che concorrono a comporla, guidato da quel "sesto senso" che è «un certo tipo di intuizione, di abilità nel vedere le connessioni tra ciò che avviene oggi e ciò che è avvenuto nel passato o tra ciò che sta avvenendo adesso e ciò che avverrà in futuro».

(caricamento...)

«Sovente – ha asserito Berger – le storie cominciano dalla fine. Poi devi trovare l’inizio e tutte le fasi intermedie e per far ciò la tua immaginazione ha bisogno di tanta energia; e questa energia da dove scaturisce? Una prima risposta potrebbe essere che uno "ce l’ha dentro", che è nato con questo dono, ma sarebbe una risposta superficiale ed egocentrica. In realtà dobbiamo chiederci: "per quale motivo narrare delle storie che provengono da un passato così lontano?" Mi pare che ci sia una ragione per dire al cielo: "guarda che cosa sta succedendo!" Si può trattare di un urlo o di un grido di gioia, ma più spesso si tratta di un grido di dolore, della protesta contro un’ingiustizia. Nel momento in cui questa storia viene narrata nuovamente in un’epoca successiva, questa ingiustizia potrà essere riconosciuta in quanto tale, e forse qualcuno sarà in grado di resisterle, di opporsi a essa».

Festivaletteratura