Se c'è un narratore che ha fatto della migrazione l'unione perfetta tra libro e vita, questi è Theodor Kallifatides. Greco di origine, emigrato in Svezia nei primi anni Sessanta, nell'arco di cinque decenni Kallifatides diviene un'icona della narrativa europea contemporanea, facendo propri registri e sfumature di una lingua scandinava per raccontare un mondo mediterraneo sospeso tra l'eco millenaria di una cultura rurale e il vorticoso turbinio di eventi che in pochi anni lo catapulta nella violenta via Crucis del Novecento. Dalla sua poetica, ricostruita al Festival insieme alla scrittrice Federica Manzon (Alma), prendono il largo romanzi come Contadini e signori, L'aratro e la spada, Una pace crudele, ma anche testi a ragione considerati capolavori del memoir, quali Madri e figli e Una vita, ancora, in cui l'esperienza radicale del sentirsi sempre stranieri si accompagna a una scrittura disseminata di affetti e parole perdute nel tempo.
In collaborazione con Kulturrådet / Swedish Arts Council.
L'autore parlerà in inglese, con interpretazione consecutiva in italiano.