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Daemon è una allucinazione partorita dalla mente della giovane Mary Shelley, che sogna a occhi aperti e, mentre si aggira fra boschi e nebbie, improvvisamente vede questa strana creatura muoversi veloce, danzare in un rave immaginario, gridando di rabbia e spavento, e inizia a dialogare con lei. Allucinazioni forse dovute al clima umido e alla pioggia incessante di quell'"anno senza estate"? Daemon racconta di quel terribile click che fa convertire l'amore in odio, la benevolenza in violenza; di quell'incepparsi del meccanismo amoroso che provoca un ribaltamento dalle conseguenze irreversibili. È focalizzato sul "divenir cattivo" della creatura: su come un essere senza identità, senza storia, solo come un cervo inseguito, fa mondo a sé e si ribella, appiccando fuoco alla casa amata. Il fuoco invita a cogliere il valore trasformativo e insorgente della rabbia, come primo gesto/modalità di reazione a un sistema antropocentrico che sta schiacciando ogni voce non conforme.

Regia e drammaturgia Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande; luci e video Daniela Nicolò,

in collaborazione con Eduard Popescu; fonica Martina Ciavatta.

Tempio di San Sebastiano
Largo XXIV Maggio - Mantova