Mai come oggi il termometro politico sembra essere tanto sensibile al tema dell'odio. Migranti, gruppi minoritari, reietti, persone senza una fissa dimora: le ultradestre globali trovano nei margini individui su cui costruire consenso di larga scala. Chi odiano i trentenni elettori di oggi? Chi odiavano invece i trentenni di mezzo secolo fa? Nella Verona degli anni Ottanta descritta da Massimo Cracco (Corpi di Cristo) un atto violento reifica l'odio che i personaggi hanno verso i cosiddetti "deviati". E se avvolgessimo il nastro di cento anni, cosa scopriremmo? Forse che c'è un filo rosso tra la storia coloniale violentissima in Abissinia e il legame tra le nuove generazioni e i gruppi neofascisti, come racconta Ilaria Rossetti (Qualcuno da odiare). L'istigazione all'odio ha contraddistinto il discorso politico moderno: da dove viene e come è possibile disarmarlo? Intorno a queste domande si confrontano Massimo Cracco e Ilaria Rossetti. Dialoga con loro Igiaba Scego.