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Sul russo ereditato (e reinventato) da mostri sacri della letteratura, la propaganda putiniana ha perpetrato da tempo un deliberato atto di manomissione, gettando le basi di una guerra ideologica e materiale di cui il conflitto tra Russia e Ucraina è sì l'episodio più devastante, ma non isolato. Chi ha ristretto l'orizzonte semantico di lemmi come Sobórnost' (l'unione spirituale tra individui) o rússkaja dušá (anima russa) fino a renderli oggetti odiosi e contundenti, oggi stringe tra le mani un autentico vaso di Pandora, ma comprendere quelle parole nella loro origine e interezza forse può contribuire a placare la tempesta. Ne parlano insieme lo storico e slavista Gian Piero Piretto (L'ultimo spettacolo, Il paese di Putin) e il giornalista Eugenio Cau, curatore di Globo.

Aula Magna dell'Università
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