Nel 1913, quando aveva appena dieci anni, Mark Rothko fuggì con la famiglia dalla Lettonia per sottrarsi alle persecuzioni antiebraiche e approdare a Portland, negli Stati Uniti. L'angoscia e lo spaesamento della condizione di immigrato non lo abbandonarono mai e furono motore della sua iconica produzione artistica fatta di grandi pannelli cromatici. Tra gli esponenti più celebri della color field painting e pioniere dell'astrattismo, Rothko cercava la decostruzione in favore della ricerca dell'interiorità più pura: "Io filmo il nulla, tu dipingi il nulla", gli disse il celebre regista Michelangelo Antonioni. Per ragionare del lascito di una delle maggiori personalità artistiche del Novecento, la storica Annie Cohen-Solal (Mark Rothko. Riparare il mondo) si confronta con la scrittrice Melania G. Mazzucco.
L'autrice parlerà in italiano.