La cronaca della filosofia occidentale può essere considerata un coro di voci maschili che, nel corso della Storia, hanno contribuito a creare una visione prevalente in cui la donna era relegata a un ruolo ancillare, consolidando l'idea che fosse estranea al potere e incapace di compiere riflessioni profonde. Eppure un "controcanto" si è levato già nell'antica Grecia in opposizione alle imposizioni patriarcali, uscendo dagli schemi imposti per ripensare la differenza di genere. La grecista Giulia Sissa (Controcanto) ha individuato tre figure che "hanno saputo scardinare la banalità": Sofocle, Platone – sua è la frase "Non c'è alcuna occupazione nella gestione dello Stato che appartenga alla donna in quanto donna, né all'uomo in quanto uomo" – e Derrida. In dialogo con la filosofa Annarosa Buttarelli (Pensiero osceno) Sissa ripercorrerà le tracce lasciate da chi ha cercato di smontare "opposizioni binarie, dicotomie e polarità tra contrari, come se quei contrari esaurissero tutto ciò che si può pensare".