Ogni metamorfosi è un processo doppio e spesso asimmetrico, è insieme moltiplicazione e sottrazione. Spalanca possibilità, perché consente l'adattamento, l'invenzione, la sopravvivenza in condizioni mutate, ma è anche sparizione, perché comporta la rinuncia a qualcosa che non è più compatibile con il nuovo assetto. Osservare la metamorfosi degli esseri viventi, dei luoghi, degli elementi climatici significa perciò dubitare sia dell'idea celebrativa del cambiamento come progresso lineare, sia dell'idea conservativa della perdita come pura rinuncia. Significa restare dentro una tensione e riconoscere che ogni continuità si costruisce sopra una serie di scomparse e che ogni genealogia interrotta apre comunque a una nuova forma di esistenza, dunque a un futuro, sempre. C'è qualcosa che mi manca: quel che non c'è, ancora, e quel che non c'è, più.