Non molto tempo fa i trentenni andavano in qualche grande capitale europea a fare i camerieri. Nel libro di Luigi Chiarella, il protagonista finisce tra il personale di sala di ristoranti italiani a Vienna, coacervi di stereotipi. C'era forse un tempo in cui il lavoro amava i trentenni, e loro amavano il lavoro – ma appare molto lontano. Magari, come immagina Luca Giommoni, in un futuro prossimo manderemo i disoccupati indietro nel tempo, per trovare loro un impiego che nel presente non esiste. In questa progressiva distanza e trasformazione, si è persa la dimensione collettiva e ha preso il suo posto invece l'alienazione dell'individuo in forme sempre più frammentate. Tra fantascienza e memoria personale, Luigi Chiarella (Risto Reich) e Luca Giommoni (Nero) si confrontano su due generazioni di giovani lavoratori inchiodati a lavori precari e mal pagati, con pochi diritti e sfruttati. Li accompagna in questa conversazione Eleonora C. Caruso (Backroom).