In occasione dell'anniversario della sua morte, Festivaletteratura dedica un incontro alla poesia di Amelia Rosselli, una delle voci più rilevanti della poesia italiana, tra le più radicali del Novecento europeo. Nell'opera di Rosselli il plurilinguismo, l'esilio e la dislocazione non sono semplici condizioni biografiche o temi di riflessione, ma elementi strutturali della lingua stessa, che si frantuma, si ricompone, devia continuamente rispetto a ogni forma di stabilità. La sua scrittura nasce dentro una tensione costante tra ordine e scarto, tra ritmo e interruzione, in cui la storia – personale e collettiva – si deposita come materia instabile, mai definitivamente risolta. Ripercorrerne l'opera significa allora confrontarsi con una lingua che non descrive il mondo ma lo attraversa in stato di crisi, trasformando l'irrequietezza storica e biografica in una straordinaria avventura formale. Intervengono la critica Chiara Portesine e i critici Stefano Bottero e Francesco Brancati.