Nel racconto per numeri e stereotipi che caratterizza gran parte dell'informazione sui movimenti migratori nel Mediterraneo, faticano a trovare spazio non soltanto le storie individuali, ma soprattutto le prospettive, gli immaginari e le forme di solidarietà che accomunano le esperienze di chi affronta il viaggio. Nelle loro ricerche a bordo delle navi di soccorso e nei centri di accoglienza, gli antropologi e antropologhe dell'equipaggio della Tanimar hanno raccolto una serie di parole ibride elaborate dai migranti, i lemmi di una lingua franca del mare usata insieme come strumento di sopravvivenza e di autorappresentazione (Controdizionario del confine). Nella lezione orizzontale queste parole diventano un mazzo di carte disposto sul tavolo per riflettere collettivamente sui temi del confine e della migrazione. Guidati dall'equipaggio, i partecipanti saranno stimolati a mettere in connessione le carte per cercare di dare vita a un racconto nuovo.