11 | 09 | 2026

Marx in alta quota

La lotta di classe si trasferisce in montagna

Cosa ci fa Karl Marx in scarponi da trekking a duemila metri di altitudine? Attraverso questa simpatica immagine, il sociologo Andrea Membretti apre il suo saggio “Diventare montanari. Viaggio tra i nuovi abitanti delle terre alte”, di cui approfondisce le argomentazioni come ospite, affiancato dallo scrittore e componente di Alpinismo Molotov Luigi Chiarella, a Festivaletteratura 2026.

Il libro analizza il fenomeno della cosiddetta "migrazione verticale", ovvero il progressivo ripopolamento di Alpi e Appennini da parte di nuovi residenti, ribaltando lo storico trend di spopolamento delle alture. L’opera, pubblicata con un titolo proposto dalla casa editrice People, si presenta come un ibrido tra il diario in prima persona del ricercatore e una raccolta di storie e interviste di molteplici “montanari”.

Partendo dalla celebre affermazione di Margaret Thatcher «non esiste la società, esistono solo gli individui» , Andrea Membretti sostiene invece che fenomeni di questa portata non nascono da una scelta puramente individuale dei singoli. Al contrario, derivano da veri e propri movimenti collettivi legati a ragioni economiche, alla paura del cambiamento climatico (come la scomparsa delle nevi) e alla volontà contemporanea di ricongiungersi con la natura.

Spostarsi, però, richiede risorse economiche e sociali: in sostanza, si muove chi ha i mezzi per farlo.

Per analizzare questa struttura, l’autore sceglie un approccio “marxista” piuttosto ironico e suddivide i nuovi abitanti in tre fasce: Upper class; Middle class e Under class (anche detta Working class). L’Upper class è composta da persone ad alto reddito che cercano seconde case e residenze di lusso. Spesso si muovono per motivi geopolitici, per il clima favorevole o per privatizzare e accaparrarsi la risorsa montana, favorite anche dalle politiche commerciali e dal mercato immobiliare delle Alpi (in contrasto, esistono persino piccole località residenziali che non vogliono esterni per preservarsi). La Middle class, invece, prevede cittadini che cercano un cambio radicale di stile di vita per motivi ecologici o di benessere. Questa classe possiede la reale volontà e gli strumenti per integrarsi, difendere il verde, migliorare le infrastrutture e recuperare le tradizioni locali. Infine c’è l’Under class, ovvero un insieme di lavoratori e migranti internazionali che si trasferiscono in quota per pura necessità economica, occupandosi delle mansioni stagionali più dure e precarie (come l'allevamento o la gestione di agriturismi).

L'autore evidenzia forti differenze negli immaginari e nell'integrazione di queste fasce. Ad esempio, molti lavoratori da remoto ad alto reddito vivono in una specie di bolla: non parlano le lingue locali (come il francese in certe zone delle Alpi) e non sentono il bisogno di adattarsi alla cultura del posto perché i loro guadagni permettono loro di isolarsi. Al contrario, la classe media vuole integrarsi, anche se spesso si scontra con una narrazione stereotipata e romanzata del tipo "lascia tutto e vai a vivere in montagna". Per aiutare chi compie questo passo, esistono realtà come la scuola di montagna a Torino, che prepara le persone a comprendere il contesto reale prima del trasferimento. I dati demografici attuali mostrano che le aree interne di Alpi e Appennini (con l'eccezione dell'Alto Adige) guadagnano abitanti solo grazie all'immigrazione interna e internazionale. Tuttavia, lo Stato non supporta adeguatamente né chi arriva né chi vorrebbe rimanere nel proprio luogo di nascita. Mancano le infrastrutture e mancano leggi specifiche. Gli interventi legati allo smart working durante la pandemia si sono rivelati disastrosi per le aree interne, e i progetti attuali accompagnano solo pochissimi gruppi di persone. Inoltre, l'Istat oggi non registra più le informazioni personali e le condizioni di chi cambia residenza, costringendo i ricercatori a cercare nuovi strumenti per valutare la qualità della vita in quota.

Il lavoro di Membretti e di Chiarella in questo intervento al festival offre una rappresentazione vasta e veritiera di ciò che rappresenta oggi il mondo dei “montanari”, insediando svariati dubbi che portano a riflette sulla natura di un fenomeno che è tanto complesso, vasto, quanto attuale ed importante.

Festivaletteratura