A caccia di meraviglia
Nella cornice di Read More, l’attività di promozione della lettura di Festivaletteratura, Beatrice Masini e Alice Bigli dialogano con lo scrittore Marco Magnone sulla valutazione di libri per ragazze e ragazze, una fase essenziale che può avvenire in momenti diametralmente opposti della filiera editoriale.
Se Alice Bigli, educatrice, allenatrice di lettura e presidente del festival Mare di Libri, screma i libri già pubblicati andando alla ricerca di opere che sappiano aggiungere qualcosa ai titoli già imprescindibili inseriti nei suoi percorsi, Beatrice Masini, autrice, traduttrice e direttrice editoriale di Bompiani, va a caccia di inediti italiani e stranieri seguendo diverse modalità di selezione e concentrandosi sulla pubblicazione di pochi titoli all’anno. Da agenti esteri che conoscono la sua linea editoriale a una scrematura di inediti italiani, l’obiettivo di Masini è quello di trovare qualcosa che passi dalla narrativa alla letteratura, che provochi meraviglia anche in chi ha alle spalle decenni di letture ed esperienza nel settore. I testi per ragazzi hanno una vita particolare nel mondo dei libri perché, ad eccezione di casi eclatanti, procedono a passo più lento e spesso seguono itinerari sotterranei e inaspettati. Nonostante questo, con una selezione accurata, la qualità è tale da assicurare alle opere una vita lunga e florida nel catalogo della casa editrice.
Insomma, i capolavori si vedono e mandano una lenta radiazione che dura nel tempo. Eppure, come nota Alice Bigli, per i giovani lettori la meraviglia è più facile da trovare e tutti hanno diritto a seguire i propri gusti, anche quando sono discutibili. Figure come la sua aiutano ad affinare il palato, a comprendere le differenze tra romance, gialli o romanzi più o meno validi senza mai mostrare alcun giudizio. Muovendosi sempre in una zona di sviluppo professionale che tiene conto dell’esigenze dell’utente, l’allenatrice di lettura alza di un pochino l’asticella delle letture proposte a ogni giovane lettore, in modo che il piacere della pagina non sia soffocato da consigli al di fuori della sua portata. In questo processo di indirizzamento, non viene mai dimenticata la libertà dei singoli perché, come ricorda Giorgia Grilli in Di cosa parlano i libri per bambini, è importate alimentare lettori onnivori perché non si sa mai cosa li incuriosirà, cosa sfoglieranno e in cosa sprofonderanno.
Per chi lavora nel mondo editoriale da anni, invece, la meraviglia è più rara, eppure non assente. Masini nota come col tempo i confini tra i generi siano molto più fluidi e permeabili, mentre autori più o meno rodati si divertono a mettersi in gioco con opere ibride e ricche di contaminazioni. Nella sua selezione di inediti italiani, inoltre, predilige trovare storie con una qualità di partenza altissima che non richieda estese riscritture e, come editor, tende a suggerire e ad ascoltare le direzioni di autrici e autori, soprattutto quando sanno giocare con temi e generi riuscendo a declinarli in maniera originale e con esiti sempre differenti. Tra i romanzi che negli ultimi anni ha selezionato e che rispecchiano queste linee editoriali ricorda La vera storia della banda Hood di Wu Ming 4 e Fuori Fuoco di Chiara Carminati, un romanzo storico nato proprio dallo spunto di una conversazione tra redazione e scrittrice.
Nei rispettivi lavori, però, Masini e Bigli devono tener contro di una triade fondamentale: mercato, scuola e critica. Ci sono rari casi in cui un libro riceve esiti positivi in tutte e tre le categorie, ma non mancano intersezioni interessanti. Bigli porta come esempio Max nella casa delle spie di Adam Gidwitz, un romanzo che ha convinto la critica e che, intrecciando l’ambientazione storica della Seconda guerra mondiale con elementi tratti dal fantastico e dallo spionaggio, ha passato il filtro tanto dei lettori quanto delle scuole.
Masini sottolinea che, comunque, ha un ruolo fondamentale anche l’entusiasmo con cui viene comunicata il valore letterario dei titoli selezionati, anche perché nell’editoria per ragazzi esistono dinamiche di marketing molto diverse e meno stringenti rispetto alla fiction per adulti. Insomma, tra suggerimenti di lettura e tante domande su cosa renda un libro qualcosa che sa ancora affascinare e tenere con il fiato sospeso, Beatrice Masini e Alice Bigli non dimenticano mai che il loro lavoro è una selezione volta alla bellezza per lettori reali dagli interessi ed esigenze variegati. Perché in fondo come scrive Mac Barnett in La porta segreta. Perché i libri per bambini sono una cosa serissima, «i bambini sono il pubblico più intelligente, coraggioso e onesto che uno scrittore possa sperare di avere. Un bambino medio è un lettore di narrativa molto migliore di un adulto medio».