10 | 09 | 2026

Da un amico per un amico

Un'amicizia lunga una vita: Ermanno Cavazzoni ricorda Gianni Celati

Storia di un’amicizia”: autoesplicativo è il titolo del libro che Ermanno Cavazzoni ha scritto in ricordo di Gianni Celati, uno dei più notevoli autori della seconda metà del Novecento, scomparso nel 2022, e suo caro amico.

Nella splendida cornice del Teatro Bibiena, lo scrittore emiliano ha raccontato avventure, aneddoti e casi comici che hanno segnato anni di ricordi e fratellanza tra i due letterati. Una trattoria bolognese dopo l’altra, si sono scambiati “milioni di parole” davanti a un piatto di tagliatelle al ragù, tra cambi di gestione e nuove usanze. Nel tempo, l’introduzione dell’uso di un bicchierino di vodka prima di cena ha permesso di arrivare a punti di comprensione “come squarci di luce che poi non andavano persi”, e con un secondo bicchiere tornavano a casa contenti di aver capito il motivo per il quale erano al mondo e il loro scopo nella vita.

Il viaggio dei ricordi porta ad una mattina di marzo, il giorno in cui Celati si presentò alla porta di casa dell’amico per comunicargli il suo licenziamento dall’Università di Bologna, decisione presa sul momento dopo che il preside gli aveva rifiutato la richiesta di un anno sabbatico.

«E adesso cosa farai?»

«Voglio guadagnarmi il pane onestamente»

Così, le dimissioni hanno segnato il suo passaggio da dipendente stipendiato e obbligato a uomo libero.

Non è stato, però, facile come credeva: ritrovatosi disoccupato andò ad insegnare in Normandia, e alle sue lezioni all’aperto assistevano anche degli ospiti speciali, le mucche del pascolo vicino. Per Celati non c’era esempio di propensione ad apprendere migliore della mucca pezzata che si fermava ogni giorno ad ascoltarlo.

Tra risate generali, Cavazzoni condivide un consiglio dato all’amico in merito ad una critica che gli era stata posta: la prospettiva di andare a picchiare il critico non vale la fatica; che scriva, che offenda, l’impatto iniziale sarà in poco tempo disperso nell’aria. Il mondo è pieno di gente con opinioni diverse, ma serve davvero sprecare energie per far cambiare parere?

Il silenzio, per Celati, valeva molto di più delle parole. Quando andò ad assistere suo padre in fin di vita, con il quale aveva un rapporto burrascoso, non si scambiarono neanche una parola, solo sguardi e silenzi che valsero come una riconciliazione.

Con una serie di aneddoti divertenti, tra gelosie, discorsi insoliti e conferenze indimenticabili, Ermanno Cavazzoni è riuscito a condividere la personalità del suo caro amico con tutto il pubblico, tra risate e commozione.

A poco a poco Celati ha iniziato a perdere l’uso della parola, lui che sapeva usarla così bene per scrivere e parlare. La sua ultima apparizione pubblica a Capri si prospettava un disastro, invece è stata un successo, poiché l’autosufficienza dello scrittore risiedeva nella sua naturalezza, nell’essere sé stesso in tutta la sua essenza confortato dalle radiazioni buone e benefiche del pubblico. La vera tragedia, infatti, è apparire come quello che non si è, e proprio nella sua autenticità è stato capito.

Il 3 gennaio 2022, Gianni Celati muore con i conti pari, senza aver mai aspirato a qualcosa che dipendesse dagli altri. Stare sui libri per quarant’anni, a lui, è sembrato un modo meno indecente di tanti altri di stare al mondo.

Venne cremato anche un bigliettino scritto da Cavazzoni, contenente una promessa che si erano fatti per sentirsi meno desolati quando sarebbe arrivato il nulla. Nella morte, come nella vita, si sono dati appuntamento nei luoghi che hanno segnato la loro amicizia, quando entrambi avranno tutto il tempo per chiacchierare.

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