25 | 06 | 2026

Guida a Festivaletteratura 2026

I protagonisti, i temi e tutte le novità della trentesima edizione di Festivaletteratura

Tra gli ospiti di quest’anno:

Niccolò Ammaniti, Nathacha Appanah, Alessandro Barbero, Tim Berners-Lee, Natasha Brown, Emmanuel Carrère, Gino Cecchettin, Francesco Costa, Geoff Dyer, Mathias Énard, Didier Fassin, Giovanni Lindo Ferretti, Amitav Ghosh, Isabella Hammad, Siri Hustvedt, Theodor Kallifatides, Kim Bo-young, Luciana Littizzetto, Sarah Lubala, Lorrie Moore, i Motus, Emma Nolde, Helen Oyeyemi, Gisèle Pelicot, Daniel Pennac, Bianca Pitzorno, Pajtim Statovci, Douglas Stuart, David Szalay, Ece Temelkuran, Hervé Tullet, Sandro Veronesi, Hélène Vignal, Eyal Weizman, Irvine Welsh, Tommy Wieringa, Andrea Wulf, Lea Ypi, Matteo Zuppi e molti altri (leggi l'elenco completo qui)

_

La trentesima edizione di Festivaletteratura si terrà da mercoledì 9 a domenica 13 settembre 2026. Far vivere Mantova di letteratura per cinque giorni l'anno è l'utopia felice che il Festival da trent'anni rende possibile con determinazione e un po' di sconsideratezza. Nonostante intorno tutto sia cambiato (o quasi), scrittrici e scrittori continuano ad arrivare da ogni dove per confrontarsi, le persone ad accalcarsi accanto a loro ad ascoltare, l'entusiasmo a diffondersi. Magia? Il primo volantino promozionale distribuito in città proclamava Festivaletteratura "manifestazione all'insegna del divertimento culturale". La parola divertimento porta in sé l'idea di uscire dalla strada battuta, di cambiare volutamente direzione per portarsi altrove. Per mantenersi fedele a sé stesso – e tenere viva la sua utopia – Festivaletteratura ha cercato sempre di guardarsi attorno e tentare vie nuove, continuando a divertire e a divertirsi. E così sarà anche quest'anno, che è il trentennale, e magari l'anno prossimo ancora di più.

A questo festival di compleanno sono attesi quest’anno oltre 300 autrici e autori da tutto il mondo per dar vita a un programma impegnato ancora una volta a interrogare il presente senza semplificazioni, lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla meraviglia.

Le piazze torneranno ad animarsi di parole. Quest’anno al Festival si discuterà di identità e appartenenza, in un mondo in cui sempre più spesso ci sentiamo stranieri, e di cosa significhi avere trent’anni oggi. Si guarderà al mistero dell’Universo e del vivente e alla formidabile – e incontrollabile? - potenza delle nuove tecnologie. Si proverà a comprendere l’odio che sentiamo crescere intorno, a entrare nei nuovi conflitti di classe, a decifrare le regole che governano questo presente di eccezioni, a immaginare futuri ancora possibili.

E per leggere le questioni più urgenti del nostro tempo, il Festival si affiderà una volta di più ai grandi autori del passato. Ippolito Nievo e H.P Lovecraft saranno i numi tutelari di questa trentesima edizione per la passione letteraria onnivora e per la fascinazione oscura per l’ignoto. Tra voci della contemporaneità e ritorni ai classici, a guidare il Festival sarà ancora una volta la convinzione che la letteratura non sia soltanto un luogo della memoria o dell’immaginazione, ma uno strumento per vivere il presente e per continuare a coltivare insieme qualche sana utopia.

Ma la trentesima vuole essere anche un’edizione di festa, con musica dai balconi, parate strampalate, racconti in trenta parole, improbabili musei etnografici, serate scanzonate. All’insegna del divertimento!

STRANIERI NEL MONDO

«Non so più chi o cosa siano gli altri», scrive l’autrice britannica Helen Oyeyemi. È una sensazione che attraversa profondamente il nostro tempo: un tempo in cui identità, appartenenze e geografie sembrano farsi sempre più mobili, e in cui il sentirsi stranieri non riguarda soltanto chi attraversa un confine, ma spesso anche chi resta. Tra migrazioni, esili, memorie familiari e appartenenze multiple, molte delle voci del trentennale di Festivaletteratura raccontano proprio questa condizione di erranza e slittamento delle identità che attraversa oggi tanto la vita quanto la letteratura.

Ne sono esempio autori e autrici nelle cui opere si confondono confini di Stati e continenti, lingue, storie e tradizioni: da David Szalay, vincitore del Booker Prize 2025, alla mauriziana Nathacha Appanah, dagli attesissimi Emmanuel Carrère, Mathias Énard e Amitav Ghosh allo scrittore e drammaturgo rumeno Matei Vişniec, dalla peruviana Gabriela Wiener fino a Johan Harstad, Olivier Guez e Tommy Wieringa.

Del resto, è la stessa comunità letteraria contemporanea a essere attraversata da traiettorie biografiche che mettono continuamente in discussione l'idea di appartenenza. Lo raccontano la giornalista, scrittrice e attivista turca Ece Temelkuran, Theodor Kallifatides, emigrato dalla Grecia in Svezia negli anni Sessanta, o Pajtim Statovci, albanese kosovaro cresciuto in Finlandia.

In questo stesso orizzonte si collocano le conversazioni tra Gergely Péterfy e Igiaba Scego dedicate alle vecchie e nuove forme della sopraffazione coloniale, gli appuntamenti della rassegna passports con scrittrici come Anna Dietzel e Francesca Silvestre, Ruska Jorjoliani e Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez, Jana Karšaiová e Yaryna Grusha, che raccontano terre, lingue e memorie d'origine mai completamente "proprie" e mai del tutto lasciate alle spalle.

RILIEVI MEDIORIENTALI

Pochi luoghi raccontano le contraddizioni del presente quanto il Medio Oriente. E pochi luoghi, oggi, interrogano la coscienza del mondo quanto Gaza. Per avvicinarsi a una realtà troppo spesso ridotta a cronaca, slogan o contrapposizioni ideologiche, Festivaletteratura propone un percorso che attraversa discipline diverse – architettura, archeologia, poesia, narrativa e antropologia – nel tentativo di restituire complessità storica, profondità culturale e responsabilità politica.

Si partirà dall’architettura con Eyal Weizman, fondatore di Forensic Architecture, che analizzerà la distruzione come progetto e la trasformazione dello spazio in strumento di violenza. Christian Greco e Paola Caridi si interrogheranno invece su come la memoria archeologica e millenaria di Gaza possa continuare a resistere ai processi di cancellazione che investono il presente. Con Majid Bita e Paola Rivetti l’attenzione andrà su un altro dei fronti di guerra mediorientali, leggendo l’Iran di oggi attraverso la ricostruzione storica della rivoluzione khomeinista e la memoria tragica delle vicende individuali.

La scrittrice anglo-palestinese Isabella Hammad e il poeta Haidar al-Ghazali racconteranno il ruolo della letteratura e dell’arte come forme di testimonianza e resistenza. Didier Fassin sposterà invece lo sguardo sull’Occidente, interrogando il consenso, le responsabilità e le omissioni che hanno accompagnato la distruzione di Gaza e la crisi delle categorie morali con cui siamo abituati a leggere il mondo.

Su questa stessa frattura, politica ma anche etica, si confronteranno infine il cardinale Matteo Zuppi e Lucio Caracciolo, chiamati a riflettere sulle possibilità di dialogo, sulle responsabilità della comunità internazionale e sui percorsi di pace ancora immaginabili per ricostruire ciò che oggi appare irrimediabilmente spezzato.

I FANTASTICI 30

Compiere trent’anni significa trovarsi su una soglia. Non essere più giovani nel senso più letterale del termine, senza per questo rinunciare allo slancio, all’inquietudine, alla voglia di immaginare il futuro. Per Festivaletteratura questa ricorrenza diventa l’occasione per interrogarsi sul significato di questa età e su ciò che continua a rappresentare nella letteratura, nella società e nelle biografie individuali.

A incarnare simbolicamente questo anniversario sarà Ippolito Nievo, poeta, drammaturgo, saggista, anticipatore della fantascienza e bruciante “stella punk” del Risorgimento italiano, morto poco prima di compiere trent’anni in circostanze misteriose al termine dell’impresa dei Mille. Figura irrequieta e modernissima, autore delle Confessioni di un italiano, Nievo è stato scelto dal Festival come icona dei suoi primi trent’anni: anni intensi, curiosi, pieni di libri, incontri e trasformazioni.

Con il programma Tutto Nievo minuto per minuto, Festivaletteratura proverà a riportare i lettori dentro la sua opera attraverso un calendario di appuntamenti che comprende incontri con studiosi e scrittori, un percorso espositivo alla Biblioteca Teresiana, eventi-spettacolo e letture diffuse persino sui bus navetta in giro per la città.

Ma i trent’anni non sono soltanto una ricorrenza anagrafica. Sono anche una stagione dell’esistenza che la letteratura continua a osservare e raccontare. Nel ciclo Avere trent’anni, scrittori trentenni di ieri e di oggi – tra gli altri Nicola Gardini, Nicole Trevisan, Ilaria Rossetti, Massimo Cracco, Salvatore Falzone, Enrico Trevisiol – si confronteranno su come sia cambiato, o forse non sia cambiato affatto, il modo di attraversare e narrare questa età. Vincenzo Latronico, Olimpia Zagnoli, Dario Ferrari e Giulia Scomazzon rifletteranno invece su una transizione verso l’età adulta che, per molti, sembra essersi fatta più lunga, incerta e accidentata.

Il trentennale sarà infine l'occasione per rivivere l’atmosfera di quegli anni Novanta che hanno visto la nascita di Festivaletteratura. Insieme a ospiti come Giovanni Lindo Ferretti, Davide Ferrario, Irvine Welsh, Valerio Mattioli e Wu Ming 1, si tornerà a un decennio spesso raccontato come il tempo della pacificazione e della fine delle ideologie, ma che continua a rivelare, a distanza di trent’anni, una sorprendente energia di trasformazione e di rottura.

QUESTIONI DI CLASSE

L’appartenenza a una classe sociale continua a modellare le nostre vite, anche se fingiamo di non vederlo. Si nasconde nel lavoro che facciamo, nelle case che possiamo permetterci, nelle parole che usiamo, nelle opportunità che riceviamo e in quelle che ci vengono negate. «La classe è la melassa che si infila ovunque in Inghilterra», ha scritto Geoff Dyer, gradito ritorno di questa edizione. E proprio attraverso la lente della classe sociale, numerosi incontri di Festivaletteratura 2026 cercheranno di leggere alcuni dei problemi più acuti e controversi della contemporaneità.

La questione della casa in relazione alla fragilità economica accomuna le riflessioni della scrittrice Eva Baltasar e dell’urbanista Ezio Micelli; quella del lavoro, e in particolare delle difficoltà che attraversano la generazione dei trentenni, domina la conversazione tra Luigi Chiarella e Luca Giommoni. Ma le disparità di classe si manifestano anche nelle forme del privilegio, come raccontano Caitriona Lally e Wendy Erskine, o nelle gerarchie nascoste dentro il linguaggio che utilizziamo ogni giorno, al centro delle riflessioni di Natasha Brown e Claudia Durastanti.

Sul versante della saggistica, Riccardo Staglianò riporta al centro del discorso il tema della redistribuzione della ricchezza e della tassazione dei grandi patrimoni, mentre la militante e teorica decoloniale Houria Bouteldja immagina nuove alleanze tra periferie operaie e banlieue postcoloniali. E sarà ancora la letteratura, con Douglas Stuart, vincitore del Booker Prize 2020, a raccontare la vita, le aspirazioni e le ferite della working class britannica.

DISCORSI D’ODIO

Da dove nasce l’odio? Che cosa spinge a disprezzare qualcuno fino a desiderarne l’esclusione, la cancellazione o perfino l’annientamento? In un tempo attraversato da guerre, polarizzazioni e linguaggi sempre più aggressivi, Festivaletteratura cercherà di trovare risposta a una delle domande più urgenti del presente.

A provarci saranno Enrico Casagrande e Daniela Nicolò dei Motus, tra le realtà più innovative della scena teatrale italiana, che porteranno al Festival alcuni frammenti del percorso di ricerca creativa che li sta impegnando da diversi anni, partito dalla rilettura di Frankenstein di Mary Shelley: My rage is a silent raving, laboratorio per adolescenti, lo spettacolo Daemon e il film-documentario Òdio, costruito attraverso decine di testimonianze raccolte tra giovani provenienti da contesti, nazionalità e storie differenti.

Ma l’odio non si manifesta soltanto nelle azioni. Spesso prende forma nelle parole. Per questo il sociolinguista Federico Faloppa inviterà a riflettere sulla necessità di disarmare il linguaggio, ricordando come solo un uso consapevole delle parole possa contribuire a costruire una società realmente inclusiva; mentre Gian Piero Piretto – attraverso il caso della Russia di Putin - mostrerà come un regime autoritario possa riscrivere il significato delle parole, trasformandole in strumenti di propaganda. Sul rapporto tra linguaggio, potere, razzismo e manipolazione dell’opinione pubblica torneranno la semiologa Valentina Pisanty e l’attivista Houria Bouteldja, analizzando anche in prospettiva storica le definizioni e gli usi della parola “antisemita”, oggi al centro di un violento scontro ideologico.

LE REGOLE E LE ECCEZIONI

Per molti anni abbiamo pensato di conoscere le regole del mondo occidentale. Gli equilibri geopolitici sembravano relativamente stabili, le democrazie consolidate, la crescita economica un orizzonte condiviso. Oggi quelle certezze appaiono molto meno solide. Le alleanze si spostano, le crisi si moltiplicano, le eccezioni sembrano prevalere sulle regole.

Per orientarsi in questo scenario mutevole, il Festival prevede quest’anno una serie di appuntamenti dedicati alle grandi dinamiche che stanno ridefinendo il mondo contemporaneo. Francesco Costa e Simone Pieranni metteranno a confronto le due superpotenze del nostro tempo, Stati Uniti e Cina; Alessandro Volpi analizzerà la competizione che si combatte sui mercati globali. La ridefinizione del consolidato sistema dei diritti e delle libertà individuali sulla spinta dei fenomeni migratori saranno al centro incontri con Didier Fassin e Anne-Claire Defossez, sugli attraversamenti della frontiera alpina tra Italia e Francia, e con l’Equipaggio della Tanimar, su lingue franche, aspirazioni e immaginari contaminati delle comunità migranti che attraversano il Mediterraneo.

Alcune questioni cruciali del nostro tempo – come la cura del pianeta - continuano a restare ai margini del sistema delle regole. Il problema, prima che politico, è culturale: Pierre Charbonnier mostrerà infatti come la modernità abbia costruito la propria idea di libertà sull’assunto di una crescita illimitata e di risorse inesauribili, e come sia difficile rovesciare questo paradigma.

A fare da sfondo a tutte queste riflessioni resta una domanda decisiva: quali regole possono ancora sostenere le democrazie contemporanee? Michele Ainis e Carlo Galli proveranno a dare un nome alle derive autoritarie che attraversano molte istituzioni nel mondo, mentre lo stesso Ainis si chiederà, insieme a Ece Temelkuran, se l’Europa possa ancora rappresentare uno spazio di resistenza politica e civile. Lea Ypi ed Enrico Giovannini chiuderanno il percorso interrogandosi su una delle sfide più difficili del nostro tempo: come tenere insieme libertà, giustizia e sostenibilità senza rinunciare a nessuna delle tre.

TECNOLOGIE (STRA)POTENTI

Chi governa la tecnologia? E quanto la tecnologia governa noi? Dall’intelligenza artificiale agli algoritmi che orientano le nostre scelte quotidiane, dalle piattaforme digitali alle nuove forme di simulazione, poche questioni appaiono oggi più decisive di quella del rapporto tra innovazione, libertà e potere.

A oltre trent’anni dalla nascita del World Wide Web, sarà proprio il suo inventore, Tim Berners-Lee, a guidare una riflessione sulle trasformazioni che hanno ridefinito il nostro modo di comunicare, informarci e abitare il mondo digitale. Un mondo che continua a generare opportunità straordinarie, ma anche interrogativi sempre più urgenti sul piano etico, politico e sociale.

Lorenzo Fantoni ed Eleonora C. Caruso proveranno a spiegare cosa significa appartenere alla prima generazione cresciuta interamente “dentro” internet, che ancora sperava in una rete comunitaria e cooperativa, mentre oggi siamo chiamati a misurarci con prospettive e questioni etiche di ben altra natura, come risulterà dalle riflessioni della filosofa Mariarosaria Taddeo sull’impiego dell’intelligenza artificiale nei contesti militari e di difesa.

Le conseguenze della rivoluzione digitale saranno osservate anche dal punto di vista della mente e della percezione. Il neuroscienziato Vittorio Gallese analizzerà il modo in cui il cervello reagisce a un ambiente sempre più popolato da simulazioni, volti sintetici, voci artificiali ed emozioni generate dalle macchine, mentre Francesca Seravalle e Alberto “Bebo” Guidetti si preoccuperanno delle ripercussioni dell’avvento dell’IA e delle tecnologie digitali sulla produzione e fruizione delle opere d’arte e musicali. Carlo Galli, infine, in una lectio sulla tecnocrazia, tornerà su una questione spesso dimenticata nel dibattito pubblico: dietro ogni tecnologia esistono decisioni, interessi, modelli di società e rapporti di forza. Perché nessuno strumento è davvero neutrale.

IL GRANDE LIBRO DEL MONDO

Ogni conoscenza nasce da una domanda, da qualcosa che ci sorprende costringendoci ad alzare lo sguardo. Dall’infinitamente grande dell’universo all’infinitamente piccolo delle relazioni invisibili che tengono insieme il mondo vivente, Festivaletteratura si inoltrerà ai territori della natura e della scienza lasciandosi vincere dalla curiosità e dalla meraviglia.

A guidare questo percorso sarà Sfogliare l’universo, la serie di iniziative che nasce dalla ricerca sugli albi illustrati di nonfiction per l’infanzia condotta dalla storica della letteratura per ragazzi Giorgia Grilli. Cuore del progetto sarà la biblioteca meraviglia, una biblioteca temporanea di oltre 600 volumi pubblicati in vari paesi del mondo e aperta per tutta la durata del Festival, che permetterà a bambine e bambini (e agli adulti con loro) di lanciarsi alla scoperta del visibile e dell’invisibile, di ciò che può essere esplorato con i sensi o solo con l’immaginazione, facendo esperienza di grammatiche alternative per comporre e scomporre il senso del reale. Attorno a essa prenderanno forma le lezioni grandi, un ciclo di incontri scientifici condotti attraverso gli albi illustrati e rivolti esclusivamente a un pubblico over 18, e un percorso formativo dedicato a professionisti e studenti.

La stessa tensione attraversa gli altri incontri dedicati alla scienza presenti nel programma del Festival. Roberto Battiston avvicinerà il pubblico alle complesse questioni legate ai sistemi energetici; mentre Maurizio Casiraghi e Telmo Pievani rifletteranno sulle forme della simbiosi e sulle relazioni che rendono possibile la vita, rovesciando la rappresentazione della natura come mondo in competizione.

Non mancherà uno sguardo alla crisi ambientale e alla necessità di ripensare radicalmente il nostro rapporto con il pianeta, tema affrontato nelle sue ripercussioni sanitarie da Paolo Vineis e Luca Savarino e più in generale nella serie di accenti “territori resilienti” con Maurizio Casiraghi, Andrea Membretti e Annalisa Metta. Di uno dei precursori della moderna letteratura scientifica di viaggio, il naturalista tedesco George Forster, racconterà la straordinaria vicenda biografica la storica Andrea Wulf.

ESPERIENZE (EXTRA)SENSORIALI

Prima ancora di essere un esercizio del pensiero, la conoscenza è un’esperienza del corpo. Ascoltiamo, osserviamo, tocchiamo, assaggiamo, annusiamo il mondo prima di imparare a interpretarlo. Non sorprende quindi che molti degli appuntamenti di questa edizione scelgano di esplorare i sensi come strumenti privilegiati per comprendere la realtà, intrecciando prospettive scientifiche, artistiche, antropologiche e narrative.

Il percorso prende avvio dall’udito, protagonista dei numerosi appuntamenti musicali del Festival e in particolare dell’incontro che vedrà Marco S. Sozzi, Carlotta Lega e Laura Ferreri esplorare il mistero del suono tra fisica e neuroscienze. Il tatto verrà esplorato dalla neurobiologa Marta Paterlini come elemento essenziale della nostra conoscenza e delle nostre interazioni sociali “a fior di pelle”, mentre la vista sarà invece al centro dell’incontro con l’illustratore Hervé Tullet, artista capace di trasformare il gesto visivo in esperienza partecipativa e di scoperta.

Ampio spazio sarà dedicato anche al gusto, troppo spesso considerato il più trascurabile dei sensi e invece profondamente intrecciato alla memoria, alla cultura e all’identità. Lo mostreranno le lectio del filosofo dell’estetica Nicola Perullo e dell’antropologo Marino Niola, insieme all’incontro con la scrittrice Lucia Visonà.

A coinvolgere simultaneamente tutti i sensi sarà invece la pratica di yoga “da lettura” proposta Susanna Binelli. E passando dal sensoriale all’extrasensoriale, Carlo Mazza Galanti e Matteo De Giuli ripercorreranno la vicenda culturale della ketamina, interrogandosi sul fascino che questo potente anestetico continua a esercitare nell’immaginario contemporaneo.

SUONI DI IERI E DI DOMANI

Ci sono idee che si discutono e idee che si ascoltano. A Festivaletteratura la musica è entrambe le cose: racconto, memoria, ricerca, ma soprattutto esperienza condivisa. Per cinque giorni attraverserà piazze, teatri, cortili e balconi, trasformando Mantova in una città da ascoltare oltre che da leggere.

Si comincia dall'alto con Dal balcone (più un affaccio che un concerto): in tre diverse serate, la piazza del Festival si trasforma in platea, e il palco è un balcone affacciato sulla folla. Emma Nolde, Dente e Dutch Nazari salgono lassù una sera ciascuno, con la voce e uno strumento: set raccolti che scendono dall'alto da ascoltare con il naso all’insù.

Torneranno appuntamenti ormai entrati nella tradizione del Festival come Volume!, che animerà Piazza Alberti con il concerto delle Wunder Tandem e i DJ set degli Euro Nettuno e di Irvine Welsh, autore di Trainspotting e Acid House. Accanto ai formati più consolidati nasceranno nuove occasioni di incontro

La musica sarà anche occasione di esplorazione sensoriale. Nel Tempio di San Sebastiano completamente immerso nell’oscurità, il concerto al buio di Sentieri Selvaggi avvolgerà il pubblico nell’esecuzione di In iij. Noct. di Georg Friedrich Haas, mentre al Teatro Bibiena NicoNote e Luca Scarlini daranno vita a una conferenza musicale dedicata al rapporto, intenso e appartato, tra Fleur Jaeggy e Franco Battiato.

Accanto alle esperienze d’ascolto, il Festival continuerà a interrogare la musica come fenomeno culturale e umano. Giovanni Lindo Ferretti, in compagnia di Michele Rossi e Davide Ferrario, tornerà a Mantova nel pieno della attesissima reunion dei CSI; il critico inglese Ian Leslie racconterà la sua indagine sul legame creativo tra John Lennon e Paul McCartney; mentre Giovanni Bietti accompagnerà il pubblico dentro l’universo musicale di Chopin.

COME FARE FESTA

Avere la festa nel proprio DNA è sempre d'aiuto quando arriva una ricorrenza importante. E così - in ogni giornata di questa trentesima edizione - in strada, tra gli eventi e per tutta la città, ci sarà occasione per fare festa e stare insieme scrivendo, ballando, sfilando in maschera, giocando coi "reperti" di questi trent'anni di Festival.

In trenta parole è la sfida lanciata alla grande comunità che in questi decenni si è riconosciuta nel Festival: trenta parole, tante quanti sono gli anni della manifestazione, per scrivere un racconto destinato a entrare nell’antologia collettiva che prenderà forma sotto la Tenda dei Libri in Piazza Sordello e già sui social durante l’estate. Un piccolo gioco letterario aperto a tutti per festeggiare – molto brevemente! - una storia condivisa.

Lo spirito della festa attraverserà come accennato molti degli appuntamenti del programma. Una grande parata strampalata di creature fantastiche invaderà il centro storico della città nella giornata di domenica. Capitanata Ruggero Asnago (Ruggge) e accompagnata sonoramente dalla Banda Città di Mantova, la parata coinvolgerà grandi e piccini in una danza scatenata. La stessa energia si ritroverà negli aperitivi analcolici per bambini e famiglie di MAH! (Mantegna After Hours), animati da Kento e Giovanna Pezzetta, nei tanti eventi musicali di piazza già ricordati, nello spettacolo-gioco Mio cugino di Mauro Pescio che coinvolgerà il pubblico insieme ad autrici e autori del Festival, negli incontri con Luciana Littizzetto e Felicia Kingsley, nel reading tra Niccolò Ammaniti e Antonio Manzini.

Ma tutta questa festa, alla fine, per cosa? Se – anziché trenta – gli anni passati fossero trecento, o tremila, questa domanda non suonerebbe così fuori luogo. Per dare una risposta rigorosamente pseudoscientifica al quesito verrà inaugurato il Museo etnografico di Festivaletteratura, un percorso espositivo temporaneo che, attraverso alcuni "preziosi" oggetti che testimoniano la vita materiale ai tempi del Festival (pass, buoni pasto, totem, magliette, etc.), darà vita a una narrazione straniante e divertita riguardo a queste enigmatiche pratiche rituali intorno alla letteratura, tenute ogni anno a Mantova al termine dell’estate.

RISCRIVERE, RILEGGERE

Nessun libro rimane uguale a sé stesso. Cambiano i lettori, cambiano le epoche, cambiano le domande che rivolgiamo ai testi: ogni rilettura diventa così una scoperta. Da sempre Festivaletteratura considera la letteratura non come un patrimonio immobile da conservare, ma come una conversazione che continua nel tempo.

Un intenso e fraterno dialogo a distanza, una riflessione a due voci sul potere dell’immaginazione, sulla fragilità – e sulla comicità - della condizione umana sarà Un lupo in paradiso, l'omaggio di Daniel Pennac allo Stefano Benni di Stranalandia, presentato in forma di reading in anteprima assoluta a Festivaletteratura, a un anno esatto dalla scomparsa dello scrittore bolognese. Sul terreno della memoria personale e letteraria si collocherà anche il ricordo di Gianni Celati affidato a Ermanno Cavazzoni, mentre alla vasta eredità culturale di Umberto Eco sarà dedicato l’incontro tra Mario Andreose, Elisabetta Sgarbi e Davide Ferrario, ricordando l'intelligenza critica, la passione per i libri e la straordinaria capacità di attraversare discipline e linguaggi dell’autore di Il nome della rosa.

La rilettura come esercizio critico attraversa inoltre le conversazioni dedicate ad Amelia Rosselli con Francesco Brancati, Stefano Bottero e Chiara Portesine e l’incontro su Marguerite Yourcenar, protagonista quest’anno del Dedicato a... a cui interverranno Tiziano Colombi, Elena Petrassi e Sandra Petrignani coordinati da Annarosa Buttarelli.

Tra gli omaggi di quest’anno vanno ricordati quelli al fotografo, costumista e raffinato interprete della cultura visiva del Novecento Cecil Beaton, raccontato da Judith Clark, Laura Grandi e Manuela Soldi, e al pittore Mark Rothko, al centro delle riflessioni di Annie Cohen-Solal. Un rapporto particolarmente suggestivo con la memoria letteraria emergerà inoltre nell’incontro con Louisa Young, che si appresta a riprendere la Saga dei Cazalet dal punto in cui la zia Elizabeth Jane Howard aveva deciso di interromperla.

Ma rileggere significa anche tornare a storie del passato – vere o immaginarie – che si sono sedimentate nelle nostre vite. Lo mostreranno autrici come Bianca Pitzorno e Maria Attanasio insieme a Melania G. Mazzucco, così come due delle più importanti voci della letteratura statunitense contemporanea, Siri Hustvedt e Lorrie Moore, per la prima volta ospite di Festivaletteratura. Alle storie che nascono dalle carte e dai documenti d’archivio saranno dedicati gli incontri con Federico Valacchi e Manuela Soldi e con Sandro Gerbi, mentre più preziose riletture saranno compiute da James Bradburne sugli albi per l’infanzia dell’epoca sovietica e da Claudia Daniotti e Paolo Sachet sulla Cronaca Crespi.

Sandro Veronesi tornerà al Festival per “rileggere” la propria quarantennale produzione di racconti, Fabrizio Bentivoglio gli appunti di scena, le note a bordo set che compongono il suo personale manuale d’attore; mentre riscritture intorno a celebri personaggi letterari – la Monaca di Monza e Yanez de Gomera – saranno quelle proposte rispettivamente da Edgarda Ferri e Luigi Guarnieri. Un’autorilettura del proprio fare scrittura impegnerà anche quest’anno dieci autrici e autori italiani e internazionali ospiti al Festival nelle interviste del fuoco sacro della scrittura.

E poiché ogni passaggio da una lingua all’altra è, a suo modo, una forma di riscrittura, il programma dedicherà attenzione anche al lavoro della traduzione, con un ciclo di appuntamenti che comprende un translation slam di Katia De Marco e Alessandra Scali dall’opera dello scrittore svedese Mikael Niemi, un confronto tra Carmen Gallo e Vincenzo Latronico sulla ritraduzione dei classici e una sessione di TableT, tavolo di confronto tra traduttori letterari aperto alle domande e alle curiosità del pubblico.

I COLORI DEL BUIO

Ci sono paure che cambiano volto a ogni epoca e altre che sembrano accompagnarci da sempre. Il buio, l’ignoto, ciò che si nasconde appena oltre il limite del conosciuto continuano a esercitare una potente attrazione sull’immaginazione contemporanea. H.P. Lovecraft lo aveva capito meglio di chiunque altro: gli abissi che ci inquietano non sono soltanto quelli che si aprono sotto i nostri piedi, ma anche quelli che abitano la mente, la storia e il futuro. Al grande autore statunitense e alla straordinaria fortuna della sua immaginazione saranno dedicati numerosi appuntamenti del Festival. A esplorare le molte eredità del suo universo saranno, tra gli altri, la scrittrice coreana Kim Bo-young, tra le voci più originali della nuova fantascienza internazionale, Luca Crovi, Tullio Avoledo e l’illustratore Daniele Serra, interpreti di una tradizione che continua a reinventare mostri, misteri e inquietudini.

La magia di Lovecraft attraverserà anche due appuntamenti speciali: la proiezione di The Call of Cthulhu, raro e sorprendente gioiello cinematografico del 2005, e l’installazione sonora Il richiamo dell’abisso che per tre giorni trasformerà le segrete del Castello di San Giorgio in uno spazio sospeso tra letteratura e suggestione, affidando alle voci della Compagnia della lettura il compito di evocare le misteriose vicende de L’orrore di Dunwich.

Ma il buio non appartiene soltanto al fantastico. Vive anche nelle pieghe della realtà. Lo raccontano la colombiana Pilar Quintana, che esplora i territori perturbanti della vita adulta, e Niccolò Ammaniti, che torna al romanzo con una storia abitata da segreti antichi e passioni inconfessabili. E se Alessandra Castellazzi e Bruno Arpaia guarderanno alle ombre proiettate dalle crisi climatiche del futuro, Cristina Cassar Scalia, Valentina Fornelli, Piergiorgio Pulixi e Valeria Corciolani accompagneranno il pubblico nei territori più classici del delitto e dell’indagine.

E poiché nessun viaggio nelle zone oscure dell’immaginario sarebbe completo senza le sue figure più antiche e persistenti, Luca Scarlini accompagnerà il pubblico alla scoperta delle streghe, presenze ricorrenti di ogni epoca e civiltà, attraverso un vasto atlante di immagini, libri e opere d’arte.

POETICHE DELLA SOGLIA

La poesia abita da sempre le soglie. I luoghi di passaggio, le zone incerte, i confini che separano e insieme mettono in relazione mondi diversi. È lì che si incontrano lingue, memorie, identità, corpi ed esperienze; ed è proprio la soglia come dimensione del transito e dell’attraversamento a guidare molti degli appuntamenti poetici di questa edizione.

Ne è esempio la voce della poetessa congolese Sarah Lubala, che costruisce un viaggio in cui passato e presente si sovrappongono e la sparizione non coincide mai del tutto con la cancellazione. Così come quella di Patrizia Valduga, la cui scrittura continua a interrogare ciò che sfugge alle spiegazioni immediate e resiste a ogni tentativo di semplificazione.

La soglia è anche il luogo in cui una lingua incontra un’altra – come nelle traduzioni di Valerio Magrelli – o dove la contemporaneità entra in tensione col mito, come nei versi di Carmen Gallo. La performance di Antigone riporterà al centro la dimensione orale della poesia, ricordandoci come la parola poetica continui ad attraversare epoche, culture e linguaggi senza perdere la propria forza.

Di confini geografici, politici e culturali parlerà anche Lidija Dimkovska, riflettendo su cosa significhi vivere tra paesi, lingue e appartenenze diverse. Fabrizio Lombardo tornerà sul crinale tra gioventù – tempo della ribellione e della lotta – ed età adulta, contraddistinta da nuove domande; Simon Armitage ci condurrà invece sul limite che separa e unisce l’umano dal mondo naturale.

E poiché ogni crescita è un attraversamento, Silvia Vecchini guarderà infine alla poesia come compagna di uno dei passaggi più delicati dell’esistenza: quello verso l’età adulta.

LA PAROLA E LA PIAZZA

Prima di essere scrittura, la parola è stata voce. Prima di essere libro, è stata presenza pubblica, racconto condiviso, capacità di convincere, denunciare, consolare, mobilitare. In un tempo in cui il discorso pubblico sembra oscillare continuamente tra propaganda, semplificazione e conflitto, Festivaletteratura dedica una serie di incontri al rapporto tra parola e spazio pubblico, interrogandosi su chi parla, a chi si rivolge e quali conseguenze producano le parole quando entrano nella vita collettiva.

A ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, il Festival torna a riflettere su una delle sue eredità più vive: la predicazione. Curato da Michele Lodone e Luca Ughetti, un ciclo di incontri analizzerà questa tradizione attraverso figure come Ildegarda di Bingen, Bernardino da Siena, Giovanni da Capestrano e Girolamo Savonarola. Insieme ad Antonio Montefusco, Marina Montesano e Giacomo Todeschini verranno affrontati temi che risultano sorprendentemente attuali: la rilevanza della voce delle donne, il rapporto con il denaro, il confine tra obbedienza e dissenso, l'annuncio della fine. Alessandro Barbero ripercorrerà invece la vicenda umana e spirituale di Francesco, restituendo il ritratto di una personalità inquieta, carismatica e tutt'altro che addomesticabile.

La parola pubblica è però anche testimonianza. Lo dimostreranno Gisèle Pelicot e Gino Cecchettin che, per la prima volta insieme, racconteranno le dolorose esperienze che li hanno trasformati in figure di riferimento nella lotta contro la violenza sulle donne. Marina Viola e Stefano Rulli porteranno invece al centro dell'attenzione la realtà quotidiana di chi vive accanto a una persona autistica, mostrando come il racconto di sé possa diventare uno strumento di consapevolezza collettiva.

Ma la piazza è anche il luogo del dissenso. Annalisa Camilli rifletterà sullo spazio che le democrazie contemporanee continuano a concedere alla protesta, mentre Caterina Carradori, vincitrice dell'edizione 2025 di Meglio di un romanzo, tornerà sulle battaglie femministe degli anni Settanta e sul significato politico del "prendere parola".

In questo stesso orizzonte si collocano il lavoro di Lina Attalah, fondatrice di Mada Masr e tra le voci più autorevoli del giornalismo indipendente nel mondo arabo, e la conferenza-spettacolo Operazione Massacro di Mauro Pescio, dedicata all'inchiesta con cui Rodolfo Walsh portò alla luce un episodio di terrorismo di Stato nell'Argentina degli anni Cinquanta.

A chiudere il percorso sarà infine Beppe Severgnini che, attraverso materiali d'archivio e testimonianze raccolte nel corso degli anni, ripercorrerà alcune delle grandi voci del giornalismo che hanno attraversato le piazze di Festivaletteratura in questi trent'anni.

UTOPIE REALIZZABILI

Ogni epoca dichiara finite le utopie poco prima che ne nascano di nuove. Anche oggi, sotto la superficie di un presente spesso raccontato come inevitabile, continuano a emergere idee, progetti e visioni che immaginano modi diversi di vivere insieme, abitare il pianeta e costruire il futuro. Festivaletteratura dedica a queste possibilità una serie di incontri che esplorano l’utopia non come evasione dalla realtà, ma come esercizio concreto di immaginazione politica, sociale e culturale.

C’è una tradizione millenaria alla ricerca di altri mondi, in terra e nella fantasia: è quella che ricostruirà il filosofo Federico Campagna guardando alla storia dei popoli del Mediterraneo, alla loro tenace attitudine al pensiero utopico e al viaggio, con cui hanno saputo rispondere alle crisi che li hanno travolti nel corso dei secoli. Giulia Sissa e Annarosa Buttarelli porteranno invece l’attenzione su scrittori e pensatori che, in epoche diverse, hanno pensato a un ruolo diverso per le donne, sfidando gerarchie consolidate e modelli sociali apparentemente immutabili.

Una parte importante della riflessione riguarderà il rapporto tra esseri umani, ambiente e territorio. Rita Elvira Adamo, Andrea Membretti, Paola Viganò e Annalisa Metta discuteranno nuove forme dell’abitare e del costruire comunità, mentre Michele De Lucchi, Konstantin Grcic, Luca Molinari e Giovanna Calvenzi mostreranno come architettura e design possano ancora rappresentare strumenti per immaginare e costruire realtà diverse.

A ricordare che l’utopia ha il respiro della gioventù saranno i ragazzi della seconda edizione di Sognare Forte, chiamati a immaginare nuove geografie, nuove regole e nuove forme di cittadinanza per il futuro nella residenza che per due giorni li vedrà accampati e sognanti al Parco Museo Virgilio presso il Forte di Pietole.

PENSIERO IN GIOCO

Forse il modo migliore per capire come funziona il mondo è mettersi a giocare. Perché il gioco non è soltanto svago o intrattenimento: è una forma di conoscenza, un modo per sperimentare regole, conflitti, strategie e possibilità. Non sorprende quindi che molti degli appuntamenti di questa edizione scelgano proprio il gioco come strumento per leggere la realtà.

Fabrizio Luisi e Dario Bassani – nell’ambito delle lavagne guideranno il pubblico dentro il vasto universo dei giochi da tavolo, esplorando le diverse famiglie di giochi e le logiche che le governano, mentre Stefano Bartezzaghi e Pier Mauro Tamburini sveleranno i meccanismi narrativi e combinatori dei libri-gioco. Nelle lezioni orizzontali, il gioco diventerà anche uno strumento per comprendere fenomeni complessi come le migrazioni (con l’equipaggio della Tanimar) o le intelligenze artificiali (con Irene Fabbri), dimostrando come alcune delle questioni più intricate del presente possano essere affrontate attraverso modelli ludici.

E per chi continua a pensare che giocare significhi soltanto rincorrere un pallone, Emanuele Atturo e Giuseppe Pastore mostreranno come lo sport sia spesso uno straordinario laboratorio sociale e culturale, capace di raccontare dinamiche politiche, economiche e collettive che riguardano tutti noi. A chiudere il percorso sarà Federico Buffa, che rifletterà con Moris Gasparri sull’uso contemporaneo dello sport come strumento di propaganda, e renderà omaggio negli accenti alla figura Alex Zanardi, protagonista di una delle vicende umane più straordinarie dello sport italiano.

LABORATORIO FESTIVALETTERATURA

Festivaletteratura non è soltanto un luogo in cui si ascoltano autori e autrici. È anche uno spazio in cui si sperimenta, si discute, si impara e si prova a costruire conoscenza insieme. Accanto alle conversazioni tra autori, esiste infatti una dimensione più laboratoriale della manifestazione, fatta di confronto diretto, formazione, esercizio critico e partecipazione attiva.

Il dialogo come strumento di sviluppo del pensiero e di elaborazione di letture lontane da semplificazioni e pregiudizi è al centro delle lezioni orizzontali, discussioni guidate da esperti di diverse discipline a partire da un testo, un'immagine, una serie di dati condivisi con i partecipanti. A condurre le lezioni orizzontali saranno quest’anno Giulia Calvi, Federico Campagna, Judith Clark, Federico Faloppa, Franco Nasi, Valentina Pisanty e Federico Valacchi.

Al dialogo tra ricerca scientifica e società sarà dedicato Rio, open lab aperto presso le Pescherie di Giulio Romano e rivolto a ragazzi e adulti che potranno cimentarsi in esperimenti e attività pratiche sugli ecosistemi acquatici insieme a ricercatori provenienti da diverse università italiane.

Molte delle attività laboratoriali saranno dedicate al mondo del libro e ai processi che ne rendono possibile l'esistenza. Nel cantiere della letteratura giovanile professionisti come Laura Cangemi, Filomena Grimaldi, Espérance Hakuzwimana, Flavio Sorrentino e Alice Torreggiani racconteranno come nascono, vengono selezionati, tradotti e promossi i libri destinati ai lettori più giovani.

Per chi desidera scoprire cosa accade dietro le quinte della manifestazione, martedì 8 e mercoledì 9 settembre, prima dell’apertura ufficiale del Festival, Fare Festival (nella Fabbrica dei libri) offrirà un vero e proprio backstage formativo dedicato agli under 35, con la partecipazione di docenti come Dario Bassani, Giovanna Calvenzi, Giorgia Grilli, Alessandro Mason e Nicolò Porcelluzzi, sarà possibile osservare da vicino il lavoro, le idee e le competenze che danno forma a uno dei più importanti festival culturali italiani.

Alla Casa del Mantegna, infine, la casetta editrice tornerà a stampare libri fuori formato, bellissimi e originali. La tipografia temporanea artigianale avviata dal duo/atelier Super-Grotesque permetterà anche quest’anno bambini e bambine di entrare nel processo creativo del libro, esplorandone le infinite possibilità di scrittura, illustrazione, impaginazione, stampa e rilegatura attraverso i laboratori ideati e condotti da Federico Appel, Chiara Armellini, Cristina Bellemo e Giovanni Colaneri.

DOMANDE RUGGENTI

Spesso le domande più difficili arrivano dagli adolescenti. Non perché abbiano già le risposte, ma perché continuano a interrogare il mondo senza accontentarsi delle spiegazioni più comode. Anche quest’anno young questions porterà al centro del Festival le questioni che attraversano la vita dei più giovani e che, proprio per questo, riguardano tutti: la solitudine, il disagio mentale, la sessualità, il desiderio, la giustizia, il carcere.

A discuterne insieme agli adolescenti saranno autori e autrici come Valeria Corciolani, Sadagari, Cleo Bissong, Silvia Demozzi, Kento, Silvia Vecchini e Sualzo, chiamati non tanto a fornire risposte definitive quanto a condividere strumenti, esperienze e punti di vista attorno a interrogativi che restano spesso aperti.

L’intero programma dedicato ai giovanissimi sarà attraversato da interrogativi altrettanto forti. Hélène Vignal parlerà del diritto delle ragazze a esplorare liberamente la propria sessualità; Marco Magnone, Beatrice Masini e Chiara Codecà racconteranno come si scrivono le storie d’amore; Adam Gidwitz e Marco Malvaldi rifletteranno su un passato recente che continua a risultare difficile da comprendere; Rita Petruccioli, Espérance Hakuzwimana e Grace Fainelli mostreranno la forza ancora vitale dei miti, mentre Beatrice Masini e Silvia Vecchini con Silvia Righi esploreranno il rapporto tra poesia e vita.

Le domande continueranno ad animare anche alcuni dei progetti più rappresentativi del Festival. Accadrà nelle storiche sfide di blurandevù, dove autrici e autori dovranno confrontarsi con una squadra di presentatori under 20; negli incontri di passports dedicati alle identità e alle memorie migranti. In la mia storia con la lettura – programma che rientra nel progetto Read More dedicato alla lettura libera a scuola che coinvolge oltre trentamila studenti in tutta Italia – autori come Cleo Bissong, Dente, Francesca Mannocchi e Gabriele Romagnoli racconteranno i libri che li hanno formati, i lettori che sono stati e le scoperte che hanno contribuito a costruire il loro sguardo sul mondo. La dimensione partecipativa troverà spazio anche nei laboratori per adolescenti dedicati ai linguaggi espressivi: l’illustrazione con Armin Greder, il teatro con i Motus e la poesia con Silvia Vecchini.

BAMBINE E BAMBINI IN ESPLORAZIONE

Per i bambini il mondo non è qualcosa di già conosciuto: è un territorio da attraversare, osservare, ascoltare e continuamente reinventare. Il programma dedicato all’infanzia nasce proprio da questa idea dell’esplorazione come esperienza aperta, curiosa e sorprendente, capace di trasformare ogni incontro in una scoperta.

Se una parte importante della proposta per i più piccoli ruoterà – come detto – intorno alla biblioteca meraviglia presso l’ex chiesa di San Cristoforo, il cuore delle iniziative per l’infanzia continuerà a battere alla Casa del Mantegna, da cui il pubblico più giovane potrà idealmente partire per esplorare la natura in tutte le sue forme - il mare con Pina Irace ed Elisabetta Mitrovic, i boschi con Angelo Mozzillo e Davide Panizza – per uscire inseguendo gli uccelli in volo con Francesca Ballarini e con gli chanteurs d’oiseaux Jean Boucault et Johnny Rasse.

L’esplorazione riguarderà anche i territori dell’immaginazione e delle emozioni. Cristina Cassar Scalia guiderà i più piccoli nei misteri del giallo, Adam Gidwitz racconterà il fascino degli animali fantastici, Manlio Castagna e Bruno Tognolini quello dei mostri, Samy Ramos e Luigi Dal Cin s'interrogheranno con bambine e bambini sul mistero della morte e del tempo che passa, mentre Pino Costalunga celebrerà il bicentenario della nascita di Collodi riportando i lettori dentro uno dei romanzi più sorprendenti e inquieti della nostra tradizione: Le avventure di Pinocchio.

Grande attenzione sarà dedicata anche all’ascolto e al suono, con laboratori e incontri sulla ritmica della parola e sul rapporto tra poesia e musica (con Nicola Cinquetti e Giovanna Pezzetta) e con il progetto corale ispirato a La conferenza degli animali di Eric Kästner, guidato da Tanja e Daniele Fior e destinato a diventare uno spettacolo al Cinema Oberdan.

Libri da toccare, osservare, annusare e persino costruire: alla dimensione materiale e sensoriale della lettura saranno dedicati gli incontri con Agnese Baruzzi, Chiara Armellini ed Hervé Tullet.

A completare il programma sarà infine una grande caccia al tesoro ideata da Angelo Mozzillo e Davide Panizza tra gli alberi del giardino della Casa del Mantegna, dove una serie di telefoni da favola, allestiti da Tanja e Daniele Fior, permetterà ai più curiosi di imbattersi, tra una tappa e l’altra, in qualche nuova storia da ascoltare.

Il programma cartaceo di Festivaletteratura, compagno di viaggio indispensabile per orientarsi tra incontri, letture e appuntamenti della manifestazione, sarà presentato nella seconda metà di luglio. La copertina dell’edizione 2026 è stata realizzata da Camilla Falsini.

CONTATTI PER LA STAMPA

Lara Facco P&C

[email protected]

Lara Facco | M. +39 349 2529989 | E. [email protected]

Camilla Capponi | M. +39 366 3947098 | E. [email protected]

Alberto Fabbiano | M. +39 340 8797779 | E. [email protected]

Marianita Santarossa | M. + 333 4224032 | E. [email protected]

In collaborazione con:

Ton Vilalta, Festivaletteratura | M. +39 340 7737097 | E. [email protected]

Festivaletteratura