12 | 09 | 2026

Oltre l'obiettivo di Beaton

Cosa si cela dietro un gusto estetico eccelso?

Cecil Beaton torna a Mantova grazie a Festivaletteratura in un incontro con la curatrice di mostre Judith Clark, Laura Grandi e la docente di Belle Arti Manuela Soldi, che spiegano perché le parole dell’artista contano quanto le sue immagini: per capire davvero chi era questo artista straordinario non basta guardare le sue fotografie famose. Bisogna leggere i suoi diari, dove racconta la sua vita.

Le due studiose hanno scoperto Beaton da strade del tutto opposte. Laura Grandi ha conosciuto l'artista attraverso le sue parole, curando la traduzione italiana dei suoi scritti. Durante questo percorso ha dovuto riassumere sei grandi volumi in un solo libro, affrontando la sfida di rendere la precisione dei colori dall'inglese e di gestire i continui cambi d'umore di Beaton, che un giorno lodava un nuovo conoscente e tre giorni dopo lo criticava senza pietà. Judith Clark, al contrario, ha incontrato Beaton prima attraverso le immagini grazie alle foto che le mostrava sua madre, per poi curare una grande mostra sulla moda.

Chi legge le pagine personali di Beaton trova una grande sorpresa: parla pochissimo del suo lavoro quotidiano di fotografo o scenografo. Beaton usa i testi per raccontare la sua scalata sociale, perché per lui contano solo le persone importanti che riesce a incontrare.

L'artista soffriva quando la gente lo considerava soltanto un fotografo, dato che voleva fare tutto: lo scrittore, il costumista e persino il giardiniere.

Era un autodidatta totale che veniva da una famiglia semplice, ma ha viaggiato, ha letto tantissimo e si è costruito da solo una cultura enorme. Nei suoi testi descrive la realtà con tutti i sensi, prestando attenzione ai colori, ai suoni e ai sapori, senza preoccuparsi della precisione delle date ma concentrandosi solo sull'intensità degli incontri.

Dai diari emergono anche dettagli unici sulla sua vita privata e sulle sue passioni. Beaton ha inseguito l'attrice Greta Garbo per anni a Hollywood sognando di sposarla, ma la storia è finita quando ha capito che lei non poteva condividere la vita con un'altra persona. Allo stesso tempo adorava lo stilista Balenciaga e la struttura quasi architettonica dei suoi abiti, mentre con il suo fiuto per i talenti capiva subito chi avrebbe fatto la storia dell'arte, come dimostra il suo incontro con il pittore David Hockney. Beaton trasformava ogni momento in uno spettacolo, e persino durante il funerale di suo fratello suicida notava come tutta la famiglia vestita di nero costituisse una scena pirandeliana.

Oggi Beaton ci lascia un'eredità importante. Anche se amava il lusso e un mondo ricco che ora non esiste più, manteneva una curiosità autentica per il futuro e un talento unico per insegnare la fotografia direttamente sul campo. In un'epoca in cui tutti corrono e guardano le cose di sfuggita, Beaton ci insegna a fermarci e a osservare davvero le persone e i dettagli intorno a noi.

Festivaletteratura