09 | 09 | 2026

Rimescolando le categorie del sapere

Una collezione sfogliabile di 600 albi nonfiction per bambini che non rispetta le classificazioni ordinarie e promuove la libertà di pensiero.

Alla trentesima edizione del Festivaletteratura di Mantova prende vita un progetto che si propone come qualcosa di molto più radicale e rivoluzionario di una semplice esposizione di libri.

La Biblioteca Meraviglia è la materializzazione concreta di un percorso di ricerca pluriennale, concepito da Giorgia Grilli, pedagogista e professoressa di Letteratura per l'infanzia e Storia dell’Illustrazione per l’infanzia all’Università di Bologna, e affiancata da Ilaria Dindelli. Il progetto nasce dalle pagine di un libro, L’incanto del mondo, in cui Grilli aveva già gettato le fondamenta di una riflessione molto semplice nella sua formulazione, ma affascinante nei suoi risvolti: se i libri di divulgazione per bambini non fossero catalogati rispettando canoni statici, logici, ordinari, ma si aprissero a una classificazione più creativa, cosa scaturirebbe nel modo di pensare e di vedere il mondo delle nuove generazioni? Da questa idea, nasce una nuova architettura del sapere, che a Festivaletteratura trova la sua incarnazione fisica.

La Biblioteca Meraviglia si presenta come una vera e propria mostra sfogliabile di 600 albi divulgativi per l’infanzia provenienti da mercati editoriali di tutto il mondo: un corpus vastissimo che spazia da libri giapponesi sulle farfalle a libri sulle migrazioni di persone e animali, da alfabetieri bizzarri a libri focalizzati tutti sul colore blu.

Ciò che rende unica, tuttavia, questa collezione è l’abbandono deliberato di schemi catalografici tradizionali, come fasce d’età e materie scolastiche, per prediligere temi e idee più fluidi, più trasversali. Il rifiuto di una logica tassonomica, erede di un severo positivismo ottocentesco, porta a una vera e propria ricategorizzazione del sapere, un atto che rifugge dalla logica perentoria e abbraccia una concezione più associativa della conoscenza, più affine al pensiero dei bambini che non conoscono ancora la rigidità delle categorie e delle discipline.

Questa nuova architettura del sapere è di matrice astratta, scava in ciò che non si vede, porta un mondo tattile e concreto – quello della nonfiction per bambini – verso una riconfigurazione sensoriale, sentimentale, immateriale, che ricuce lo strappo tra la pura, severa, sobria conoscenza e l’incanto dell’infanzia, la libertà dell’immaginazione, la bellezza dell’inedito.

In questo senso, la Biblioteca Meraviglia non è soltanto un’esposizione, ma un vero e proprio manifesto pedagogico, perché permette di comprendere che non esistono modi giusti o sbagliati di considerare i libri e la letteratura, ma soltanto mondi da scoprire e riflessioni da fare. Categorie come Movimento, Linguaggi e Metamorfosi riportano i piccoli lettori verso strade non ancora battute, tutte da svelare e pregne di punti di vista che aprono le porte a un’idea di conoscenza che supera il fatto in senso lato, e sottolinea la necessità di connessioni, di incontri, di fusioni.

Non si tratta di ridicolizzare o rendere semplicistico il divulgativo trasformandolo in qualcosa di sentimentalistico, ma di dimostrare che sapere e meraviglia non si escludono a vicenda, fondendosi in un dialogo estremamente umano che invita le nuove generazioni a riscoprire, pagina dopo pagina, il fascino del pensiero e della conoscenza.

Festivaletteratura