Tremate, tremate, le brigate poetiche son tornate!
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Tra piazze, strade, vicoli e vecchie contrade, risuona squillante la voce di Chiara Carminati , poetessa che richiama a sè gli amanti delle rime e del verso sciolto, ma anche chi con la poesia crede di avere poco a che fare, dandola per morta.
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Trita e ritrita, noiosa e pure difficile, lontana ed inacciuffabile, anche per lei, come per i più, la poesia è stata qualcosa di oscuro ed incomprensibile, a tratti inaccessibile, per non parlare poi di quella barbarie che accade ogni qual volta a scuola si chiede di vivisezionare i versi e di parafrasare, una pratica che definisce «un assassinio legalizzato» se non «un'estorsione sotto tortura» con cui si minaccia la poesia di parlare, non facendola altro che soffocare. Perchè odio la poesia , quell'insieme di «rime sceme» che indicano col dito «lo stupido che non ha capito» esprime l'astio che nutre nei confronti di quei brani che spremono
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«il succo alle stagioni
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il sangue agli ideali
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i nomi alle emozioni.
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La poesia del genere
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che spegne le parole
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in cuori posacenere».
Un'avversione, quella per la poesia, che dura sino a che un giorno, grazie a Paul Eluard, non scoprì la bellezza dei componimenti in versi, una bellezza che racchiude in Perlaparola che fa delle parole delle perle luminose
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«tra le dita dei poeti
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che s'incantano a girarle
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come piccoli pianeti».
Una bellezza, quella della poesia, che trasuda ad alta voce, nei suoi giochi di suoni e di parole.
Ed eccola che così consiglia come si fa Per servire una poesia : dapprima pesa le parole, poi
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«passale al setaccio
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mescola i silenzi
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taglia lungo il tempo
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riempi di respiri
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ogni spazio bianco
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cuoci a voce viva
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servi ancora caldo
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come colazione
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da gustare a letto
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è una regalo
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perfetto».
https://www.youtube.com/watch?v=bFTTSWkjtFg
Chiara Carminati si diverte a recitare con gusto la poesia e a smantellare con dissacrante ironia i luoghi comuni che vogliono i poeti sempre seri e cupi.
Niente perifrasi illustri, sola fantasia , questo è poesia!