13 | 09 | 2026

Un ricordo su sfondo blu lapislazzulo

Claudia Daniotti e Paolo Sachet rivelano tutti i segreti della Cronaca Crespi e ne rivendicano l'estremo valore

I numerosi tomi impilati fino a toccare il soffitto e i sontuosi candelabri della Biblioteca Teresiana si fanno testimoni di un’incredibile lezione sulla Cronaca Crespi, moderata da Barbara Furlotti e tenuta da Claudia Daniotti, storica dell’arte specializzata in arte rinascimentale, e Paolo Sachet, storico della cultura europea della prima età moderna. Entrambi sono i curatori del volume La Cronaca Crespi. Una storia per figure nel primo Rinascimento, presentato durante l’incontro, che fornisce una vera e propria guida per interfacciarsi con l’opera, aprendo il libro con 5 saggi che introducono la storia del manoscritto e alternando le immagini a spiegazioni chiare, numerazione dei personaggi e un elenco finale comprensivo di tutte le persone citate all’interno dell’opera.

La Cronaca Crespi, un codice miniato realizzato tra il 1433 e il 1436 dall’artista rinascimentale Leonardo da Besozzo e acquistato nel 2024 dal Ministero della Cultura per un milione di euro, è in realtà una copia fedelissima e l’unica attestazione di un ciclo di affreschi perduti realizzati da Masolino da Panicale per il cardinale Giordano Orsini nel suo palazzo romano. Il promemoria che, nel mondo dell’arte, siano spesso le copie a salvare gli originali dall’oblio, è solo uno dei tanti motivi che rendono quest’opera inestimabile e profondamente affascinante.

La passione per la figura di Alessandro Magno nell’arte rinascimentale ha introdotto Claudia Daniotti a questo capolavoro miniaturistico, scoprendone all’inizio solo una piccolissima immagine sgranata in bianco e nero e successivamente venendo travolta dalla dirompente bellezza del codice completo. Alessandro Magno è, dunque, solo una delle oltre 300 figure in miniatura che spiccano su questo sfondo blu lapislazzulo, ordinate in 38 facciate, ciascuna peculiarmente suddivisa in tre registri orizzontali, che raccontano, attraverso uomini e donne esemplari, la storia dell’umanità.

Una storia che è divisa, nella Cronaca Crespi, in sei diverse ere che raccontano le età dell’uomo, a partire dalla creazione dell’uomo con un Adamo e un’Eva ormai già cacciati dal Paradiso, coscienti del loro peccato originale, passando per la prima grande punizione divina del Diluvio Universale con Noè, per il mancato sacrificio di Isacco, fino a Davide, la Cattività babilonese, la natività, per chiudere il ciclo con la figura del condottiero mongolo Tamerlano, nel 1394.

Sebbene la Cronaca Crespi affondi le sue radici nello sviluppo della fede cristiana e della sua espansione dalla Palestina verso ovest, verso Roma, quest’opera gioca anche con la storia mitologica - introducendo personaggi come Agamennone, Priamo, Elena, Ulisse e Re Mida -, con la letteratura antica - con scrittori come Eschilo ed Euripide, evidenziando che la storia dell’umanità si fa con le armi, ma anche con le parole -, e con l’architettura, rivelando uno degli elementi più curiosi di tutta l’opera. La città di Troia, affiancata nel codice da altre metropoli antiche e moderne come Cartagine, Padova e Roma, viene raffigurata con al suo centro la cupola di Santa Maria del Fiore, completata da Filippo Brunelleschi in quegli stessi anni. Un’attualità architettonica che entra anacronisticamente nel mito greco, mostrando come il presente fiorentino sia interconnesso, con questo piccolo dettaglio, al passato leggendario della guerra troiana.

La Cronaca Crespi è oggi conservata nella Biblioteca Nazionale Braidense a Milano e rimane uno dei codici più importanti e preziosi del nostro paese.

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