Viv: la bambina scambiata
Vivian vive sola nella città di Dublino, nella casa della defunta prozia.
Ama la simmetria alfabetica, la logica numerica e scrivere insolite liste di oggetti. Cerca tra i cartelli della città le lettere mancanti nelle parole, credendo che queste, insieme, formino un codice segreto. Vivian cammina per le strade della capitale irlandese, apparentemente senza un obiettivo preciso: cerca in realtà un varco, un portale che la riporti alla sua vera casa, alla sua dimensione alternativa. “VIV“ (così le piace il proprio nome, un palindromo perfettamente simmetrico) ha però bisogni estremamente umani come la necessità di relazionarsi con altre persone, e lo fa a modo suo: “Cercasi amica di nome Penelope”.
Caitríona Lally, l’autrice di Eggshells (2015), il suo primo romanzo, racconta la sua eccentrica protagonista ricollegandosi all'affascinante mito del changeling (in irlandese Sibhreach o Síofra), uno dei tanti del folklore irlandese. Il changeling rappresenta la credenza secondo cui le fate (Fair Folk o Aos Sí), invidiose della bellezza dei neonati umani, rapivano dei bambini dalle loro culle lasciando al loro posto un sostituto fatato, appartenente ad una dimensione magica. I changelings continuerebbero allora a percepire una tensione verso la loro dimensione fatata d’origine, vivendo con il profondo desiderio di tornarvici attraverso un varco che cercano quasi ossessivamente. Dal momento che i “bambini scambiati” tendevano ad avere comportamenti inusuali, doti segrete, attitudini eccentriche e tratti fisici insoliti, storici e medici oggi concordano sul fatto che il mito irlandese del changeling fosse uno strumento sociologico utilizzato dalle comunità del passato per spiegare patologie mediche allora sconosciute come l’autismo e la sindrome di Down.
La Lally, però, nel dialogo con Enrico Terrinoni, tiene a precisare che, per lei, Vivian è semplicemente un’anima pura, sincera, una creatura che non si vuole accontentare, che non finge di non vedere le cose in maniera diversa e originale rispetto agli altri.
è possibile ed estremamente affascinante spiegare qualcosa di inspiegabile attraverso la mitologia
La Lally, vivendo a Dublino da molti anni ma non essendone originaria, ama l’idea di creare personaggi che vivono in luoghi a cui non si sentono di appartenere completamente, lasciando che la mente di questi possa vagare liberamente in un immaginario alternativo e magico. Caitríona Lally crede davvero che possa esistere un mondo altro, di cui non sappiamo nulla: “A volte la realtà non è così piacevole, è bello avere una via per evadere”.