Di cosa parliamo, oggi, quando parliamo di letteratura? Cos’è cambiato negli ultimi trent’anni? Esiste un’idea condivisa di canone letterario, e com’è cambiato il rapporto tra i più giovani e la lettura? In trent’anni è un podcast, prodotto da Festivaletteratura e scritto da Nicolò Porcelluzzi, che prova a rispondere a queste domande. I suoi quattro episodi esplorano l’archivio del Festival, ricostruendo una visione attraverso trent’anni di storie e voci ospitate dalla manifestazione.
In trent'anni è un progetto realizzato grazie al sostengno di MyNet.
-
1. Il canone rovesciato
Il canone rovesciato, il primo episodio di In trent’anni, si occupa di dare voce alle letterature che per molto tempo sono state escluse dal cosiddetto canone letterario: letterature della diaspora, africane e asiatiche, letterature postcoloniali che negli ultimi decenni sono sempre più diffuse e riconosciute. Un riequilibrio che ha messo in discussione anche il primato maschile che quel canone dava per scontato. Ma chi decide cos’è letteratura oggi, e cosa c’è ancora da fare?
-
2. La scrittura come rischio
La scrittura come rischio, il secondo episodio di In trent'anni, si occupa della letteratura che decide di portarsi sulle spalle il peso della testimonianza: voci che ricorrono all'inchiesta, alla memoria o alla poesia per raccontare guerre, esili e dittature, spesso mettendo in gioco la propria libertà o la propria vita. Una scelta che nasce da un'urgenza etica prima ancora che civile: che persone vogliamo essere, e in che mondo vogliamo vivere?
-
3. La mente narrante
La mente narrante, il terzo episodio di In trent'anni, si occupa dell'incrocio tra neuroscienze, linguistica e letteratura: le domande che scienziati e scrittori finiscono per condividere, chini sullo stesso mistero. Cosa succede nel cervello quando segue una storia, perché la narrativa ci emoziona, come la lettura ci trasforma — e cosa accade ora che leggiamo sempre più su uno schermo. Ma, più che altro: cos'è la mente, e perché l'essere umano è l'unico animale che si racconta delle storie?
-
4. La letteratura che cresce
Il quarto e ultimo episodio di In trent'anni è dedicato ai futuri lettori e alle future lettrici, e a tutte le voci che il Festival ha portato in città per loro. Un filo che parte da lontano, da quella Mantova Città Favolosa che negli anni Settanta aveva animato le piazze con Gianni Rodari, Toti Scialoja, Bruno Munari e Donatella Ziliotto, e arriva fino a oggi: il bambino non come destinatario del sapere, ma come soggetto capace di produrlo. Un percorso che passa da Cipì alle poesie di Giusi Quarenghi, dal gioco all'amore, e rivendica il diritto dell'infanzia al proprio tempo.