Nota sulla poesia di Jorie Graham

28 8 2015

Nota sulla poesia di Jorie Graham

di Antonella Francini

Antonella Francini è la traduttrice italiana di Jorie Graham, una delle voci più importanti della poesia nordamericana contemporanea. Graham è cresciuta a Roma e la sua ottima conoscenza della lingua ha reso possibile una stretta collaborazione con la sua traduttrice italiana, insieme alla quale ha collaborato nella trasposizione italiana delle poesie di Graham, in un lavoro "che non è esattamente una traduzione, ma un genere ibrido che sta fra traduzione e riscrittura". In questo articolo Francini ci introduce alla poetica di Jorie Graham.

Jorie Graham ha pubblicato dodici libri di poesia dal 1980 ad oggi. Il più recente, From the New World: Poems 1976-2014, è un'antologia della sua opera con una sezione di poesie inedite. Il volume precedente, Place (2012), è uscito in Italia nel 2014 per Mondadori con il titolo Il posto. Ogni raccolta ha segnato uno stadio nell'affascinante e innovativo progetto poetico di Graham, che ha messo al centro della sua poetica la condizione umana contemporanea, lo spazio complesso e sfrangiato del presente, la denuncia di una realtà percepita come caotica e in dissoluzione, la scrittura come la via verso una futura ricostruzione. Graham drammatizza questa visione in un campo mentale abitato sia dal poeta che dal lettore, protagonisti di una condizione condivisa, e attraverso una pluralità di prospettive elaborate in una lingua comunicativa e colta che si estende fluida sulla pagina e i cui ritmi coincidono con quelli del pensiero.

Nei libri più recenti il suo verso tende ad allungarsi a destra o a ritrarsi a sinistra in un andirivieni fra esperienza presente, memoria e un futuro immaginato – un movimento sempre sorretto al centro da un sottile perno, una breve linea verticale di parole intorno a cui si snodano le sue meditazioni. Nel complesso l'opera di Jorie Graham è un ampio testo in continua espansione e evoluzione intorno al rapporto fra mente e mondo, fra il presente e la tradizione storico-culturale attraverso tutte le epoche e autori affini, da Walt Whitman a Virginia Wolf, Wallace Stevens e T.S. Eliot. La sua poesia è densa di storia e di fatti in cui tutti siamo coinvolti - dalle guerre agli squilibri ecologici al dominio della tecnologia e dell’intelligenza artificiale che rende i nostri corpi, con i loro sensi e le loro emozioni, assenti, addormentati. La voce intima e cosmica che arriva dalle pagine di Graham è un appello al risveglio, un invito a ricostruire un progetto di civiltà e ritrovare, come lei stessa ha detto, “l'innocenza perduta”.

Nata a New York, ma cresciuta a Roma fino all'età di 18 anni, la sua conoscenza della lingua italiana ha reso possibile un' inedita collaborazione con la sua traduttrice volta sempre a ricercare un ritmo che ricreasse un tessuto fonico autonomo. Con questo obiettivo la traduzione non sempre riprende fedelmente l'originale, ma presenta immagini e parole analoghe, varianti concordate con l'autrice. Questa pratica si è consolidata nella scrittura di Il posto, che non è esattamente una traduzione, ma un genere ibrido che sta fra traduzione e riscrittura, un libro nato da un testo intemedio invisibile elaborato in corso d'opera.

(foto: © Giovanni Giovannetti/effigie)

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