Tutti i film di Pagine nascoste 2019

12 7 2019

Tutti i film di Pagine nascoste 2019

La rassegna di documentari su libri, scrittori e scritture a Festivaletteratura

Torna a Festivaletteratura Pagine nascoste, la rassegna di film su libri, scrittori e scritture, curata da CineAgenzia. Come foglie della Sibilla, le Pagine nascoste attraversano le vie di Mantova e si raccolgono al Cinema del Carbone. Lo scrittore cileno Roberto Bolaño e la maestra della fantascienza Ursula K. Le Guin, il filosofo Alain Badiou e i fumettisti Igort e Aleksandar Zograf saranno alcuni dei protagonisti di questa edizione. Ecco i titoli dei nove documentari, tra cui diverse anteprime italiane:


  • BADIOU
  • (di Gorav Kalyan, Rohan Kalyan — Stati Uniti/Francia, 2018, 83’)

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Nietzsche ha scritto che ogni filosofia è sempre una biografia del suo pensatore. La vita di Alain Badiou suggerisce che può essere vero anche il contrario: dalla nascita in Marocco, agli eventi del maggio 1968 a Parigi, fino ai suoi ultimi anni da intellettuale nomade, la biografia stessa di Badiou è forse il suo lavoro più complesso e stimolante. Grazie a uno straordinario accesso, i fratelli Kalyan hanno realizzato il primo lungometraggio dedicato a uno dei maggiori filosofi viventi. Affrontando le contraddizioni nella vita di Badiou attraverso un film, i registi si confrontano con le intrinseche ambivalenze del cinema stesso: pensiero e azione, interiorità ed esteriorità, presenza e assenza. Per aggiungere un senso di empatia, chiarezza, e critica al loro complesso soggetto, devono porsi anche una domanda vecchia quanto il medium stesso: il cinema può pensare?

  • DER BAUER ZU NATHAL: KEIN FILM ÜBER THOMAS BERNHARD
  • (di David Baldinger, Matthias Greuling — Austria, 2018, 90')

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Il famoso scrittore austriaco Thomas Bernhard si trasferì negli anni ’60 in una fattoria nella campagna dell’Alta Austria, a Ohlsdorf, dichiarando per il passaporto la professione di “agricoltore”. Ma era davvero uno di loro? Poteva il celebre scrittore diventare un semplice contadino o è rimasto un estraneo, malgrado i tentativi di partecipare alla vita del villaggio? Che legami c’erano tra l’intellettuale e la comunità, e come si rapporta oggi Ohlsdorf al suo cittadino più illustre? Der Bauer zu Nathal non è un film su Thomas Bernhard, ma piuttosto su chi siamo e sui luoghi in cui abitiamo, su come contribuiscono al nostro modo di vivere e a ciò che creiamo. Il poeta come sismografo della società è una metafora obsoleta ma tuttora valida, soprattutto in questo caso, quando l’attrito con Bernhard illumina tuttora il profondo dell’anima austriaca.

  • MANGA DO, IGORT E LA VIA DEL MANGA
  • (di Domenico Distilo — Italia, 2018, 60')

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Il viaggio di Igort, tra i più importanti autori italiani di graphic novel, nei luoghi fondativi della cultura giapponese. Il film porta lo spettatore sulla via del manga, dove per “via”, come nelle discipline orientali, si vuole intendere un percorso intrapreso per trasformare una tecnica, quella del racconto disegnato, in una pratica di perfezionamento. Igort si muove assieme a un amico fotografo che gli fa da guida: da Tokyo a Nagoya, poi giù lungo la penisola del Kii fino ad Izumo, dove si continua una millenaria tecnica di fabbricazione della carta, e a Hiroshima, al Museo della Pace. Da questo affascinante viaggio e dalla varietà dei suoi tragitti nasce l’intreccio della nuova opera di Igort, Quaderni Giapponesi / Volume secondo, di cui il documentario racconta la genesi.

  • THE FINAL ADVENTURE OF KAKTUS KID
  • (di Đorđe Marković — Serbia, 2018, 62’)

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Le raccolte di fumetti e i graphic novel di Aleksandar Zograf sono pubblicati in tutto il mondo. Durante i bombardamenti NATO sulla Serbia il fumettista tenne un celebre diario in forma di fumetto dalla sua città natale, Pančevo, una delle più colpite. Zograf è anche un appassionato collezionista di fumetti, e un giorno ne scopre uno risalente agli anni della Seconda Guerra Mondiale, decisamente insolito. L’eroe del fumetto è Kaktus Kid, un piccolo cactus antropomorfo che assomiglia a Topolino. Incuriosito, Zograf indaga sulla vita del suo creatore, l’artista semisconosciuto Veljko Kockar. Ben presto scopre che Kockar fu arrestato subito dopo la liberazione di Belgrado nel 1944, accusato di essere un agente della Gestapo e giustiziato. L’indagine di Zograf rivela una ben più complessa realtà…

  • THE INVENTED BIOGRAPHY
  • (di Nicolás Lasnibat — Cile/Francia, 2018, 95')

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Roberto Bolaño era un romanziere e poeta cileno. Questo documentario segue le vicende di Arturo Belano, alter ego del celebre autore di I detective selvaggi, La letteratura nazista in America e 2666, il quale condivide con il suo creatore gran parte della biografia. Il regista riceve una lettera anonima che afferma di sapere dove si troverebbe Belano, accompagnata da un biglietto aereo per il Messico. Inizia così una ricerca tra i luoghi in cui sono ambientati i racconti e romanzi di Bolaño, incontrando personaggi reali e immaginari, muovendosi in un territorio in cui realtà e finzione arrivano a confondersi. Una nuova forma di biopic letterario, in cui lo scrittore e il suo personaggio si trasformano in una sola persona.

  • THE MIRACLE OF THE LITTLE PRINCE
  • (di Marjoleine Boonstra — Paesi Bassi, 2018, 89’)

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Un documentario sugli appassionati traduttori dell’amatissimo classico di Antoine de Saint-Exupéry, che lottano per la conservazione delle loro lingue in pericolo di estinzione. Insieme alla Bibbia, Il piccolo principe è il libro più tradotto al mondo, con versioni in oltre 300 lingue. Perché persone di culture diverse scelgono proprio questo testo per mantenere vivi i loro idiomi? Dal deserto marocchino alle terre dei Sami, dal Centro America al cuore dell’Africa, le parole del Piccolo principe tracciano direttrici attraverso il pianeta, lungo cui le nozioni di conforto e speranza, al centro del libro, riecheggiano nell’impegno dei traduttori: non importa quanto siano diverse le loro culture, ciò che li unisce è la convinzione che sia essenziale che le persone possano continuare a pensare, sognare e parlare nella loro lingua madre.

  • WORLDS OF URSULA K. LE GUIN
  • (di Arwen Curry — Stati Uniti, 2018, 68')

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Nota per le innovative opere fantascientifiche e fantasy come La mano sinistra delle tenebre, La falce dei cieli e I reietti dell’altro pianeta, la scrittrice femminista Ursula K. Le Guin si mantenne ostinatamente ai margini della letteratura “maggiore”, fin quando l’eccellenza della sua opera ha costretto a decretarne il ruolo nel canone della letteratura fantastica. Realizzato nel corso di un decennio, Worlds of Ursula K. Le Guin è un percorso nella carriera della scrittrice e nel suo mondo, reale e fantastico, accompagnato dalle riflessioni di colleghi come Margaret Atwood, Neil Gaiman e Michael Chabon. Gli spettatori si uniranno alla scrittrice in un viaggio alla scoperta di se stessa, nella fase in cui accetta il riconoscimento come grande autrice femminista, aprendo nuove porte all’immaginazione e ispirazione di generazioni di donne e di altre scrittrici rimaste emarginate.

  • YOURS IN SISTERHOOD
  • (di Irene Lusztig — Stati Uniti, 2018, 101’)

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Tra il 2015 e il 2017, centinaia di sconosciute in tantissime comunità attraverso tutti gli Stati Uniti sono state invitate a leggere ad alta voce e a rispondere alle lettere inviate negli anni ’70 alla redazione di Ms. Magazine, la prima rivista femminista di larga diffusione negli USA. Le conversazioni intime, provocatorie e talvolta strazianti che emergono da queste performance spontanee ci fanno ripensare criticamente al passato, al presente e al futuro del femminismo. Yours in Sisterhood è un ritratto collettivo della conversazione femminista, in un parallelo tra oggi e quarant’anni fa, più che mai urgente all’indomani delle elezioni americane del 2016, ma anche un viaggio nel tempo, un progetto sul senso dell’ascolto, sull’empatia, sul valore del discorso pubblico e sull’arte perduta della scrittura epistolare.

  • ZURITA, YOU WILL SEE NOT TO SEE
  • (di Alejandra C. Cannobbio — Cile, 2018, 75’)

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Il grande poeta cileno Raúl Zurita si è sempre aggrappato all’arte per guarire le proprie ferite, fin dai tempi della dittatura di Pinochet. Attraverso la poesia e le sue performance ha lasciato il segno della sua scrittura sul proprio corpo, sul paesaggio e nel cielo. Zurita è ammalato di Parkinson da 17 anni, il deterioramento è graduale ma in questa fase sta accelerando. Malgrado questo riesce a sprigionare una straordinaria vitalità, abbracciando la vita mentre va incontro al tramonto, senza paura di confrontarsi con le domande sulla propria morte. La sua scrittura è ricerca della luce dal buio, i suoi interventi su larga scala creano poesie che svaniscono nella geografia, come gli esseri umani sulla Terra. Poesie che parlano del transitorio e dell’effimero della nostra esistenza, in un mondo sempre più conflittuale.
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