«L'emigrazione – ha scritto Kallifatides in Una vita, ancora – è una sorta di suicidio parziale. Tu non muori, ma sono molte le cose che ti muoiono dentro. Non ultima la tua lingua». Autore ormai classico della letteratura europea del secondo Novecento, nato in un villaggio del Peloponneso nel 1938, Kallifatides è emigrato in Svezia nel 1964 e da allora, dopo gli studi in Filosofia all'Università di Stoccolma, ha fatto propria la lingua scandinava divenendo uno dei narratori più amati anche fuori dai confini del Paese. La sua vasta opera letteraria comprende più di quaranta titoli tra romanzi, opere di saggistica e poesia. Portano la sua firma due struggenti memoir sullo sradicamento e il ritorno alle origini dei propri affetti – il già citato Una vita, ancora e Madri e figli –, come anche il monumentale trittico romanzesco ambientato in Grecia durante il Secondo conflitto mondiale e composto dai libri Contadini e signori, L'aratro e la spada, Una pace crudele, tutti editi da Crocetti. Nell'arco della sua vita ha firmato anche sceneggiature e tradotto numerosi autori dal greco allo svedese e viceversa, tra i quali Ghiannis Ritsos, Ingmar Bergman e August Strindberg.
L'assedio di Troia, Solferino, 2020
Una vita, ancora, Voland, 2024
Contadini e signori, Crocetti, 2025
Madri e figli, Voland, 2026
L'aratro e la spada, Crocetti, 2026
Una pace crudele, Crocetti, 2026