Con l'avvento dell'intelligenza artificiale sperimentiamo con straordinaria velocità la traduzione di testi più o meno complessi. Questo forse ci illude sull'esistenza di una corrispondenza quasi perfetta tra una lingua e l'altra. Per fortuna così non è. Chi ha una conoscenza meno superficiale di diverse lingue sa benissimo che non c'è mai una perfetta coincidenza di senso anche nei termini d'uso più comune, ed esistono anzi delle vere e proprie parole intraducibili, molto legate all'identità e alle consuetudini di una specifica comunità linguistica. Attraverso l'albo Che bella parola! di Nicola Edwards, Federico Faloppa ci invita a confrontarci con quello che, "con parole nostre", non riusciamo a dire, e a guardare alle lingue come territori di continue scoperte.