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Il razzismo viene spesso raccontato come un problema legato a comportamenti individuali o alle posizioni più esplicite dell'estrema destra. Una prospettiva di questo tipo, però, rischia di nascondere la dimensione strutturale del fenomeno, riducendolo a una questione morale e non politica e collettiva. L'attivista franco-algerina Houria Bouteldja (Maranza di tutto il mondo, unitevi!) sostiene la necessità di trovare una convergenza tra "i 'barbari' delle metropoli postcoloniali e i 'bifolchi' del lavoro povero in Europa", tra le classi popolari bianche cioè e le persone razzializzate. Partendo dalla realtà delle periferie francesi, Bouteldja ragionerà di come la lotta di classe non debba essere a discapito dei popoli colonizzati. La incontra la giornalista Annalisa Camilli.

L'autrice parlerà in francese, con interpretazione consecutiva in italiano.

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