Ci sono momenti in cui il presente sembra parlare per segni: guerre, epidemie, crisi della Chiesa, tracollo delle istituzioni, timore del futuro. Tra Medioevo e prima età moderna molti predicatori insegnano a leggere questi eventi come presagio della fine dei tempi. Le loro parole non si limitano a spaventare: mettono ordine tra le paure, esortano a cambiare vita, indicano colpe, promettono castighi o salvezza. Nella Firenze del Rinascimento, Girolamo Savonarola mostra quanto una parola profetica pronunciata in pubblico possa avere conseguenze politiche concrete; in altri casi, l'annuncio della fine spinge alla penitenza, al ritiro, all'attesa passiva. Parlare della fine voleva dire parlare del proprio tempo, con una forza capace di scuotere chi ascoltava. A raccontare la forza e l'ambiguità di questi annunci sarà lo storico Michele Lodone. Lo incontra Luca Ughetti.