"Dopo più di un secolo di lotta per ottenere la libertà e la democrazia […] ancora non si può parlare e urlare a testa alta per distruggere i tiranni che regnano sul nostro paese. Vorrei essere iraniano a tutti i costi, ma questa mia identità mi soffoca certe volte": il fumettista Majid Bita (L'autobus incantato) si è trasferito in Italia nel 2014, ben prima che la sua terra natia diventasse – come abbiamo letto negli ultimi mesi – l'ago della bilancia del Medio Oriente. Al Festival si confronta con la docente di Relazioni internazionali Paola Rivetti (Storia dell'Iran), per gettare insieme uno sguardo consapevole sulla complessa realtà odierna della regione. Tra fragili cessate il fuoco, minacce economiche, nuove tecnologie belliche e dichiarazioni contraddittorie, è difficile capire l'ostilità tra l'Iran e gli Stati Uniti (ma non solo) se non si parte dalla rivoluzione iraniana del 1979. Conduce il dialogo il giornalista Eugenio Cau.