"Sapevo da un po' che avrei voluto scrivere qualcosa sulla mia infanzia e sul modo in cui sono cresciuto: non perché siano particolarmente interessanti, ma proprio perché non lo sono. Perché essendo un uomo qualunque, sono indicativi dei cambiamenti socioeconomici del periodo fra la fine degli anni '50 e il 1977" afferma Geoff Dyer riguardo alla sua ultima opera Compiti a casa. Come è accaduto con numerosi gruppi punk britannici degli anni Settanta – i Chelsea cantavano "abbiamo il diritto di lavorare" –, Dyer parte da un'esperienza personale per dipingere un quadro della working class inglese di quel periodo, riflettendo universalmente sulle classi sociali attraverso i ricordi costruiti sulle strade di Cheltenham. Ospite a Mantova nel lontano 2000, l'autore di Natura morta con custodia di sax tornerà a incontrare il pubblico di Festivaletteratura, condividendo il palco insieme al giornalista Emanuele Atturo (Roger Federer è esistito davvero).
L'autore parlerà in inglese, con interpretazione consecutiva in italiano.