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Due libri che prendono il via da generazioni diverse e che ripercorrono la parabola di esilio della famiglia materna, restituendoci così uno spaccato di storia recente del nostro paese che rischia di essere dimenticata: Anna Dietzel in Qui io non conto ricostruisce con parole e immagini la vita della nonna Miranda a partire da quella dei suoi genitori Marika e Jošef, esuli sloveni che si sono rifiutati di italianizzare il loro cognome e di abbandonare la lingua madre. Lasciata Gorizia, ceduta agli italiani e invasa dai fascisti, tentano la sorte prima a Parma, dove moriranno i due figli piccoli, poi a Rimini dove nel 1926, in piena epoca fascista, nasce Miranda, e infine a Verona. Qui cresce Miranda sempre divisa tra due lingue, due paesi e la sensazione di essere una straniera in entrambi. Lasciandosi guidare da quel dialetto bumbaro che è soprattutto lingua del ricordo, Francesca Silvestre si ispira a episodi personali per raccontare l'esodo istriano della famiglia materna a partire da Dignano d'Istria (Storie bumbare). Due narrazioni intime che diventano memoria collettiva, testimonianze di eterne divisioni e lutti, come racconteranno a Mantova al giornalista Christian Elia.

Seminario Vescovile - Aula Magna
Via Fratelli Cairoli, 20 - Mantova
Festivaletteratura