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Fino a qualche decennio fa, il rischio di delegare la guerra a sofisticate tecnologie informatiche sembrava un monito confinato nella cerchia delle peggiori distopie letterarie. Oggigiorno, invece, l'uso massiccio dell'IA in ambito militare salda il patto tra multinazionali sempre più opache e governi sempre più autoritari, trovando nella tutela della sicurezza nazionale un nodo moralmente debole ma decisivo. In un campo in cui la discrepanza tra etica e profitto si accentua pericolosamente, discuteremo con la filosofa Mariarosaria Taddeo – docente di Digital Ethics e autrice del saggio Codice di guerra – se regolamentare la governance dell'intelligenza artificiale sia un'opzione ormai inderogabile, a maggior ragione quando parliamo di difesa. La incontra Dario Bassani, responsabile editoriale della rivista Lucy sui mondi e autore del saggio Giocare alla guerra.

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