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In un momento in cui centri sociali e spazi autogestiti sono sotto attacco e gli sgomberi si succedono, vale la pena tornare a chiedersi cosa siano stati, e cosa siano ancora, questi spazi. È quanto ha fatto Valerio Mattioli nel saggio Novanta, ricostruendo la vivace scena culturale e politica nata in quel decennio dentro e intorno ai centri sociali. Luoghi dove si è ritrovata una generazione che, ignara della presunta fine della storia, pensava che il conflitto non fosse finito, scriveva su riviste underground e frequentava spazi alternativi. Veri e propri laboratori creativi che hanno contribuito alla nascita di fenomeni come il primo rap in italiano, le visionarie distopie cyberpunk, ma anche progetti letterari anomali come Luther Blissett prima, e Wu Ming poi. A ripercorrere quella stagione, e a interrogarne l'eredità, insieme a Mattioli saranno Wu Ming 1 (Gli uomini pesce) e la giornalista Annalisa Camilli (Divieto di protestare).

Aula Magna dell'Università
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Festivaletteratura