Bernardino da Siena: predicazione religiosa...ed economica
Nella cornice del maestoso Tempio di San Sebastiano, Giacomo Todeschini e Luca Ughetti hanno accompagnato il pubblico in un salto temporale nel tredicesimo e quattordicesimo secolo, per sondare il tema dell’economia medievale attraverso la predicazione dell’ordine monastico francescano (e in particolare il pensiero di Bernardino da Siena).
Il protagonista indiscusso della serata è stato Bernardino da Siena, teologo e predicatore nato nel 1380. Lui fu fautore di una predicazione molto dettagliata in ambito monetario ed economico, sviluppata e resa nota anche grazie alla sua opera in latino Tractatus de contractis et usuris, che consiste in una raccolta dei sermoni presentati da Bernardino da Siena nella sua predicazione, enunciati prima in volgare e poi tradotti in latino e messi per iscritto.
A denotare l’importanza a tutt’oggi del pensiero economico di Bernardino da Siena (e dei francescani suoi seguaci e compagni) è il fatto che le sue riflessioni in ambito economico siano state trasmesse e discusse in tutta Europa già mentre era in vita lo stesso autore, cosa assolutamente non scontata per l'epoca.
Un punto importante che Todeschini ha sottolineato a riguardo è stato che in quel periodo, la predicazione economica portata avanti dal teologo era pienamente supportata dai poteri signorili e dall’ente governativo delle diverse città, cosa che ha permesso l'implementazione di alcune idee alquanto innovative.
Un esempio molto indicativo della modernità del pensiero del teologo è che per mezzo della sua predicazione, indirizzò la popolazione verso pratiche economiche come il prestito bancario e il contributo fiscale (già si pensava alla necessità che ciascuno contribuisse all’economia attraverso il pagamento di un contributo o di una tassa).
Questo fu reso possibile anche dalla creazione del Monte di Pietà, la prima istituzione di credito senza scopo di lucro nata in Italia con l’obiettivo di aiutare i poveri e offrire un’alternativa più sicura rispetto ai banchi di prestito privati.
Infatti, come messo in evidenza da Unghetti e Todeschini, l’ordine francescano (di cui fa parte Bernardino da Siena) non è un ordine distaccato dalla società o disinteressato dalle questioni di attualità, anzi: quello dei francescani era un ordine pienamente immerso nella realtà contemporanea in modo tale da poterla migliorare, appoggiando ad esempio istituzioni che sostengano coloro che sono in difficoltà.
Questo perché il pensiero economico condiviso era profondamente radicato nel concetto di necessità, ovvero che ciascuno dovesse essere compensato per il proprio lavoro (compresi gli stessi frati dell’ordine) non con una ricompensa monetaria ma con beni che soddisfacessero al meglio le sue necessità.
Inoltre, quella di Bernardino da Siena non era solo una visione economica moraleggiante, ma aveva come fine quello di trovare il modo migliore di giungere ad una felicità comune.
Secondo il suo pensiero economico, sviluppato a partire dalle precedenti tesi del teologo francescano Pietro di Giovanni Olivi, il valore delle cose e la determinazione del giusto prezzo non dipendono dalle proprietà naturali di un bene, bensì il prezzo si fonda su tre pilastri fondamentali, che combinano elementi oggettivi e considerazioni soggettive sul mercato: la “virtuositas”, ovvero il valore stabilito dal valore intrinseco di un bene; la “raritas”, ovvero se il bene è disponibile o meno in abbondanza; la “complacibilitas”, ovvero il fatto che per una ragione in particolare si preferisce un oggetto piuttosto che un altro.
Quest’ultima idea, anche definita l’aspetto soggettivo del prezzo di un oggetto, nel diciannovesimo secolo si evolverà nella regola economica dell’utilità marginale, a dimostrazione di come il pensiero di Bernardino da Siena e dei francescani sia ancora attuale nell’economia moderna e contemporanea.