11 | 09 | 2026

Per leggere, ci vuole il fisico

Susanna Binelli ci guida in una pratica di yoga mattutina, per prepararci alle poderose giornate di Festivaletteratura e alle lunghe serate di lettura

Yoga, uno dei libri più memorabili di un grande ospite del Festivaletteratura di quest’anno, Emmanuel Carrère, ha un inizio folgorante: raffigura lo scrittore in procinto di entrare in un ritiro di meditazione yogica nel quale lui e i suoi compagni saranno obbligati a stare in silenzio, seduti, per ore e ore di seguito.

«L’esperienza della meditazione, quando va bene, è un modo incondizionato di stare bene. Stai bene perché sei lì». (Emmanuel Carrère, Yoga)

La lezione di yoga di questa mattina, nella bellissima cornice di Casa del Mantegna, non si è svolta esattamente così, purtroppo o per fortuna: ma la nostra insegnante di yoga, Susanna Binelli, ci ha tenuto a specificare che, per rimanere immobili a lungo senza provare fastidio, che sia per meditare o per leggere, serve una postura molto allenata.

E lo yoga può essere un grande alleato dei lettori: dalle posizioni per aprire le spalle spesso ingobbite attorno a un libro, fino al rafforzamento della schiena torturata dalle lunghe ore passate in poltrona. Senza contare che lo yoga è piacevolissimo da fare anche in casa propria, cioè il luogo preferito di ogni bibliofilo – secondo solo a Mantova durante il Festivaletteratura, ovviamente!

Dopo un primo approccio lento e gentile, la pratica si velocizza, riscaldandoci i muscoli e ravvivandoci gli occhi ancora un po’ assonnati: ma Susanna ci ricorda spesso di non forzare i movimenti, perché non ci sono posizioni da raggiungere a ogni costo, esistono soltanto le posizioni giuste per noi. Non c’è bisogno di fare sforzi eccessivi, e ci si può fermare in ogni momento dell’estensione o della torsione, o saltare una posizione, se è scomoda e non ci fa star bene: forse i celebri dieci diritti di ogni lettore immaginati da Daniel Pennac, un altro ospite di questa edizione del Festivaletteratura, si applicano anche allo yoga. Il diritto di ripetere una posizione, di saltarne un’altra, di non finirla…

I dieci diritti del lettore secondo Daniel Pennac (Come un romanzo):

  1. Il diritto di non leggere
  2. Il diritto di saltare le pagine
  3. Il diritto di non finire il libro
  4. Il diritto di rileggere.
  5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
  6. Il diritto al bovarismo
  7. Il diritto di leggere ovunque
  8. Il diritto di spizzicare
  9. Il diritto di leggere ad alta voce
  10. Il diritto di tacere

Anche perché lo yoga, ci dice Susanna durante le ultime posizioni, più incentrate sul rilassamento, il saluto, e la preparazione per l'inizio vero e proprio della giornata di Festival che ci attende, può essere praticato in ogni momento della giornata, perfino a letto, la mattina appena svegli o la sera prima di andare a dormire: sarà un caso che questi siano anche i momenti più belli per perdersi in un libro?

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