Reinventare il piacere della lettura
«Non si può davvero insegnare la letteratura; si può cercare di proporne il fascino, nella speranza che la persona raccolga questo seme»
Così la pensa Enrico Terrinoni, docente di letteratura inglese e saggista, incalzato da Simonetta Bitasi. Approcciarsi, ammirare, amare la letteratura è un percorso che per ognuno di noi è diverso, in grado di assumere pieghe e risvolti inaspettati.
Terrinoni crede fortemente e ritiene necessaria una flessione e un cambiamento nella struttura scolastica, sostenendo in prima battuta la necessità dell’abbattimento delle rigide barriere interdisciplinari per poi introdurre il tema della fascinazione verso le domande piuttosto che per le risposte. La sua visione pone al centro non più l’imposizione della lettura, quanto piuttosto una concezione di avviamento alla scoperta della letteratura più aperta e senza dubbio più libera. Ma non solo; il professore ritiene utile anche un rovesciamento di paradigma temporale nell’insegnamento della sua materia.
Invece di partire da Shakespeare, che risulta di difficile comprensione per gli studenti privi o quasi di basi letterarie, secondo Terrinoni partire dalla letteratura recente per poi arrivare agli autori classici sarebbe più efficace e digerito meglio dagli studenti. Il nocciolo della sua filosofia è dunque di riportare il piacere nella lettura. E in una visione di questo tipo, le biblioteche, che permettono l’esercizio del diritto alla lettura, assumono sempre più un ruolo cruciale, come sottolineato dalla Bitasi. Proprio su questo tema Terrinoni, che ha vissuto diversi anni in Irlanda, ha raccontato la sua esperienza e il suo punto di vista. Secondo lo scrittore, infatti, gli spazi fisici per leggere sono fondamentali, e inoltre anche gli orari dovrebbero consentire l’accesso fino a tarda sera.
«La letteratura va resa libera, e lo strumento del libro deve servire a questo; non è un caso che in latino la parola liber significhi sia libro che libero»
continua Terrinoni.
Ormai viviamo in un epoca in cui ogni titolo diventa facilmente accessibile, complice internet e la diffusione degli ebook, ma ciò non può e non deve sostituire le biblioteche, sia come punti di libera lettura sia come templi della parola scritta. Non tutti dobbiamo per forza leggere, ma tutti dobbiamo avere il diritto di poterlo fare senza ostacoli.