Nuove voci nella narrativa italiana
7 9 2018
Nuove voci nella narrativa italiana

Giuseppe Antonelli dialoga con Elvis Malaj

Tra gli italiani che interverranno alla prossima edizione assume una particolare rilevanza la presenza di autori che arrivano al romanzo o al racconto dopo un percorso di successo nella scrittura per il cinema o per il teatro. L'interazione tra letteratura e altre forme espressive – cinema, musica, fumetto – sarà più esplicita nei bonus track, in cui coppie inedite di scrittori e artisti cercheranno di regalare qualcosa in più di un tradizionale evento letterario.


(caricamento...)

Negli ultimi anni nella narrativa stanno emergendo nuove voci che aggiungono al panorama nazionale una dimensione fino a poco fa assente: quella degli italiani nati in Italia da genitori immigrati o arrivati durante l’infanzia o l’adolescenza. Fra di loro anche Elvis Malaj, autore della raccolta Dal tuo terrazzo si vede casa mia, che ieri mattina ha dialogato con lo storico della lingua Giuseppe Antonelli. Malaj, in Italia dall’età di quindici anni, ha scritto un libro in cui emergono tutte le contraddizioni dell’essere straniero e insieme italiano, le difficoltà di confrontarsi con le generazioni precedenti e con un paese che non è sempre pronto ad accogliere chi è diverso. Ma si può dire che al tempo stesso le situazioni che accadono ad alcuni personaggi siano universali, che vadano al di là della nazionalità o del momento storico.

La lingua che decidiamo di usare condiziona non solo il nostro modo di esprimerci, ma anche come ci rapportiamo con la realtà che ci circonda, la nostra scelta di escludere o includere, creare o abbattere barriere. Come il protagonista di uno dei racconti, che, sentendosi minacciato, decide di usare l’albanese come arma per spaventare i suoi interlocutori. Il fatto che l'autore scriva il libro in italiano potrebbe stupire chi non ha mai conosciuto altre lingue sufficientemente bene da poterle definire proprie. Eppure per Malaj il problema non si è nemmeno posto. La scelta di scrivere in italiano è legata sia alla lingua parlata quotidianamente, sia al Malaj lettore, che ha cominciato a leggere da adolescente, dopo aver scoperto gli autori dell’Ottocento. Anzi, ricorda nel dialogo con Antonelli, per lui rappresenterebbe una sfida maggiore scrivere in albanese. La lingua che si è creata è una lingua sporca, ibrida, non l’italiano perfetto e ricercato dell'accademico: una lingua viva, in cui ogni tanto compare qualche parola straniera, ma anche forme colloquiali del Veneto in cui vive l'autore, come l’espressione "bocia" a indicare ragazzo.

I racconti di Malaj si svolgono sia in Italia che in Albania, un paese che non è più quello dei primi barconi che arrivavano negli anni Novanta e della disperazione ritratta nel film di Gianni Amelio Lamerica, in cui l’Italia era questo luogo mitico, come l’America per gli italiani a inizio Novecento. Ora il sogno si è assopito: gli albanesi sono più consapevoli di cosa c’è al di là dei confini, possono recarsi in Italia con un visto turistico di tre mesi e vedere loro stessi come vanno le cose (e spesso tornare indietro).

Disponibile online, sulla rivista "La rassegna stampa di Oblique", il racconto di Elvis Malaj, L’incidente:

(caricamento...)


Per chi vuole approfondire il percorso, Festivaletteratura propone:

Evento 18 ”Dieci anni dopo” - Evento 44 “Per alibi solutori” - Evento 50 “Occhi neri” - Evento 55 “Credevo che” - Evento 64 “Un incendio per un cuore di paglia” - Evento 69 “I tormenti di una terra di confine” - Evento 90 “Sacre parole” - Accenti, venerdì 7 ore 17.00 - Evento 106 “In questa commedia che è la vita” - Evento 108 “Dialoghi sulla scrittura” - Evento 111 “Italiani si rimane” - Evento 133 “Ricomincio daccapo” - Evento 142 “Cambio registri” - Evento 145 “Noi siamo ciascuno la propria storia” - Evento 157 “Voci dal Novecento” - Evento 161 ”Questioni di cuore” - Evento 162 “Colapesce vs Rossari: round 1” - Evento 172 “Il mondo ha bisogno dei vip” - Evento 188 “Innamorarsi a (di) Roma” - Evento 190 “I cortocircuiti di una nazione” - Evento 194 “Aggiungere vita ai giorni” - Evento 203 “Altezza zero”.

Festivaletteratura