Rifrazioni V. Percorsi alternativi di Festivaletteratura

4 9 2018

Rifrazioni V. Percorsi alternativi di Festivaletteratura

Lo sguardo dei volontari sul prossimo Festival

Programma alla mano, i nostri volontari hanno creato il loro itinerario per Festivaletteratura, ciascuno con un tema diverso. Nascono così i percorsi alternativi, che sono anche suggerimenti per vedere il Festival con uno sguardo nuovo e perdersi con metodo tra le strade della città.

Passioni

Alcune passioni letterarie sono caratterizzate da una vena perturbante e incomunicabile, da un amore innervato dal mistero insondabile delle parole. Tale passione assume la forma di un viaggio, come per la “poetica della viandanza” di Biancamaria Frabotta: una poesia che nasce dal conflitto e vive nel conflitto, una «poesia come una compagna di viaggio che scenderà alla mia stessa stazione» (ev. 127, "Quando veniva la poesia, si fermava tutto"). O come suggerisce la poetessa Agi Mishol (ev. 115, "Nelle fini piume delle nuvole"), la poesia diviene meta e rifugio della migrazione poetica, uno “spazio di difesa”, dove le parole sono strumenti di ricerca del proprio discorso privato, ma sono anche feritoie da cui osservare il mondo: «Nelle fessure delle vocali lunghe \ nelle segrete di quelle brevissime». La passione letteraria è anche ciò che porta Elif Batuman a fermarsi sette anni a Stanford per perseguire il dottorato in letteratura russa. Un lungo viaggio di ricerca che lei stessa accosta al viaggio esistenziale di Hans Castorp nella Montagna Incantata, dalla pianura alla montagna alla ricerca di sé, alla ricerca delle parole, vette misteriose da cui guardare il mondo (ev. 119, "Città-mondo: Istanbul").

Nuove classicità

Calvino nelle sue Lezioni americane si interrogava sulla «sorte della letteratura e del libro nell’era tecnologica cosiddetta postindustriale» profetizzando quella sempre maggiore compenetrazione fra sapere scientifico e umanistico del mondo attuale che ha portato ad una rigida divisione fra 'fuzzy' e 'techie', fra scienze dure e morbide. Qual è dunque il ruolo della letteratura e delle discipline umanistiche oggi? Seguendo la scia lasciata da Scott Hartley l'anno scorso a Festivaletteratura, il dibattito è quanto mai attuale e nell’edizione 2018 si approfondisce questo percorso. Ne parlano Emanuele Coccia e Gianluigi Simonetti con “Crisi della cultura o cultura della crisi?” (Pensieri in comune, giovedì 6 settembre, ore 21.15). Domenica si prosegue con “La cultura tradita dagli intellettuali” (ev. 166), mentre nello spazio della Casa del Mantegna grandi e piccoli si domanderanno “Che me ne faccio del latino?” (ev. 178), riscoprendo la bellezza della classicità. Infine Gabriele Di Fronzo e Marcello Fois porranno l’accento conclusivo sul tema illustrandoci “il mestiere dell’intellettuale” nello spazio della Tenda Sordello (Accenti, "Il mestiere dell'intellettuale", domenica 9 settembre, ore 18).

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