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La guerra in corso in Medio Oriente ha reso più urgente una domanda che attraversa il dibattito pubblico da anni: quando si criticano le azioni di Israele si è automaticamente antisemiti? E quando, invece, quella parola viene usata come un'arma per mettere a tacere voci legittime di dissenso? La semiologa Valentina Pisanty (Antisemita. Una parola in ostaggio), da tempo studiosa della retorica del razzismo, pone al centro della discussione un nodo che dopo il 7 ottobre 2023 è diventato esplosivo: la progressiva e strumentale sovrapposizione tra antisemitismo e antisionismo. Della ridefinizione di un concetto che sposta il baricentro dal pregiudizio antiebraico di matrice storica all'ostilità verso le scelte politiche e militari di un governo e dello slittamento semantico che, in un contesto geopolitico polarizzato, svuota di significato un termine che ha una storia tragica Pisanty discute insieme all'attivista Houria Bouteldja (Maranza di tutto il mondo, unitevi!).

Houria Bouteldja parlerà in francese, con interpretazione consecutiva in italiano.

Aula Magna dell'Università
Via Angelo Scarsellini, 3/A - Mantova
Festivaletteratura