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Così Cesare Vecellio in De gli habiti antichi et moderni di diverse parti del mondo (1590) ragiona sul problema del costume e dell'aspetto fisico in un mondo che si incammina lentamente verso la globalizzazione. Elemento di meraviglia nei racconti dei viaggiatori e oggetto d'indagine dei primi libri di costume, l'abito, o meglio la tendenza a coprire il corpo, assurge – nella visione europea – a evidenza visiva della superiorità culturale degli esploratori, al punto da diventare discriminante per la costruzione dell'iconografia delle personificazioni dei continenti. Ne parleremo con la storica e docente Giulia Calvi (Vestire il mondo), intervistata dallo storico Michele Lodone.

Chiesa di Santa Maria della Vittoria
Via Claudio Monteverdi, 1 - Mantova
Festivaletteratura