Nel 1979, nel messaggio di fine anno agli italiani, il presidente Pertini disse "si svuotino gli arsenali, si colmino i granai": qualcuno potrebbe scherzosamente dire "non fate la guerra, fate la pasta". La cultura culinaria è uno dei campi più interessanti degli studi antropologici, vera e propria carta d'identità di un popolo e, al contempo, ricca di incroci e delle contaminazioni che le le strade della Storia e delle migrazioni hanno impresso all'utilizzo del cibo. Da tempo l'antropologo Marino Niola, autore di La cucina dei perché (ma anche Homo dieteticus, Si fa presto a dire cotto, Non tutto fa brodo), si dedica allo studio dell'alimentazione e al suo rapporto con le attività umane, rifiutando una diffusa visione odierna che immagina il cibo come sola nutrizione: "è vero che gli uomini mangiano per vivere, ma a differenza degli altri animali vivono anche per mangiare". Lo incontra il giornalista Stefano Scansani.