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Spesso dalla provincia si desidera fuggire, ma, una volta lontani, ha su di noi un richiamo irresistibile – è un legame famigliare, geografico, di classe. Proprio per questo, vivere in quello spazio significa anche abitarne il tempo di quando si era persone diverse e con sogni ancora da realizzarsi. "Parlavamo spesso di mandare affanculo tutti, di viaggiare e andare lontani, licenziarsi e prendere degli aerei e andare via proprio, vivere nel presente e niente prima e niente dopo" dice il protagonista del libro di Trevisiol; "Manco da anni, ho messo ampi spazi tra me e questo posto per dimenticarmene, ma non riesco a impedire alla nostalgia di passare sotto la porta" riflette la protagonista di Trevisan: sono i due estremi di quell'esperienza. Accompagnati da Alessandra Castellazzi, che porta in questo dialogo la prospettiva di un'altra terra piatta, Nicole Trevisan (Malefica) ed Enrico Trevisiol (Un eroe dei nostri tempi) raccontano i trentenni, gli eroi e le anti-eroine del decennio presente nel loro modo di attraversare la propria vasta pianura dell'incertezza.

Chiesa di Santa Maria della Vittoria
Via Claudio Monteverdi, 1 - Mantova
Festivaletteratura