Nella recente enciclica Magnifica humanitas, papa Leone XIV ha trattato un tema oggi ampiamente dibattuto, quello del nostro rapporto con l'intelligenza artificiale: "Da neuroscienziato cognitivo, considero particolarmente importante il fatto che il Papa rifiuti una concezione puramente strumentale della tecnica. L'IA non è descritta come qualcosa di esterno all'umano, ma come una dimensione ormai intrecciata con la nostra vita quotidiana" afferma Vittorio Gallese. L'autore di Il sé digitale ha a lungo studiato l'incidenza delle nuove tecnologie sulla nostra percezione, analizzando la capacità di elaborare sensazioni e relazioni in un mondo sempre più pervaso da versioni incorporee dell'individuo e da ricordi (per non dire pensieri!) dettati da algoritmi. Di questi "fantasmi relazionali", la nuova alterità introdotta dall'IA, Gallese ragiona insieme allo scrittore Mario Desiati (Malbianco).