Chris Offutt, cantore di un’America dimenticata

9 9 2018

Chris Offutt, cantore di un’America dimenticata

Viaggio nelle terre di nessuno dove vivono bianchi dark

Altri mondi, altre frontiere. Uscendo dal nostro continente diversi autori di Festivaletteratura porteranno il pubblico in giro per il mondo per sviscerare tematiche appartenenti a luoghi lontani, ma che si riveleranno essere molto vicini.


Grazie a Chris Offutt esploriamo un’America dimenticata e diversa, non metropolitana, che fa pensare ai fotogrammi di The Streight Story di David Lynch, quando Alvin Straight si mette a bordo dell'immaginaria Holt di Kent Harufdel o del trattore tagliaerba per raggiungere il fratello. Questa volta protagonisti sono la campagna sterminata del Kentucky, da cui proviene Offutt, e l’umanità che la abita, fatta di bianchi poveri. Lo avevamo già letto nella raccolta di racconti Nelle terre di nessuno, ed oggi all'Officina del Gas, per la prima volta in Italia, ci presenta il romanzo Country Dark (editi entrambi da Minimum fax), intervistato da Giancarlo De Cataldo.

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Country è Haldeman, il paese dove Offutt è nato e ha passato la sua infanzia e adolescenza. Haldeman non è nelle mappe più grandi. Rappresenta la campagna sterminata, i boschi fitti e profondi dei Monti Appalachi, le strade sterrate, i luoghi dove un bambino può muoversi libero e trasformare ogni giorno in un’avventura, il luogo dove se ti piacciono il cinema, l’arte, i libri, sei ancora più isolato. Un posto dove la povertà è diffusa, dove l’educazione non è un valore culturale tenuto in grande considerazione, dove l’unico luogo di aggregazione sono le chiese, dove manca il lavoro. Dark, invece, è l’umanità che lo abita, una comunità chiusa, che fatica ad andarsene, che come il protagonista del romanzo interagisce solo alle proprie condizioni, pervasa da una sottile violenza delle passioni, dei sentimenti, violenza dell’incapacità di comunicare tra esseri umani.

Definito dalla critica come l’erede di Steinbeck e di Faulkner, ciò che traspare nel corso dell’intervista è una grande umanità e lealtà verso la letteratura. Lascia la sua terra a diciotto anni, per farvi ritorno poche volte. Si sposta nelle grandi metropoli degli States, da New Yorrk a Boston, ma nessuna città dice di essergli piaciuta fino in fondo, perché nella città l'unica lealtà che incontra è quella verso i beni effimeri. Nelle città - dice - c’era però ciò di cui aveva bisogno per non sentirsi più isolato.

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Uno dei ritorni è stato una scoperta. Dopo la morte del padre, nel riordinare le sue cose, trova i manoscritti del padre che la madre pazientemente trascriveva. Era uno scrittore molto prolifico di romanzi pornografici che venivano pubblicati sotto uno pseudonimo. Lo faceva per necessità, per la famiglia. Una scoperta che lo ha portato alla stesura di un romanzo che verrà pubblicato fra qualche mese, dove appunto il protagonista è il padre. Il vero ritorno di Offutt alla sua terra non è quello fisico. Il vero ritorno di Offutt, è una forma probabilmente di lealtà verso se stesso e verso le sue radici, è la scrittura.

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Per chi vuole approfondire il percorso, Festivaletteratura propone:

Evento 4 “Letteratura senza confini” - Evento 46 “Vivere e morire in America” - Evento 59 “Radici” - Evento 76 “Neri corvi sui rami del Medioriente” - Evento 81 “Benvenuti a Grouse County” - Evento 180 “Le vere ricchezze” - Evento 199 “Il frutto unificatore”.

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