I colori del buio
Che esistano abissi dell’universo, speculari all’anima, in grado di esercitare su di noi un oscuro richiamo – spingendoci a percorrerli fino a perdere il senno – è cosa nota da tempi immemori. H.P. Lovecraft (Providence, 1890-1937) scrisse per tutta la vita di mondi in cui l’incubo straborda nel cosmo sotto forma di creature innominabili e libri proibiti, sovvertendolo fino alle fondamenta. Allo scrittore statunitense e alla sua mitografia del terrore sparsa in decine di racconti, cicli narrativi, saggi e poesie, Festivaletteratura dedica quest’anno un focus volto a restituirne la poderosa ed ecumenica inventiva, celebrata tuttora in miriadi di film, romanzi, fumetti, giochi da tavolo, e riconosciuta da maestri del brivido come Stephen King e Clive Barker, John Carpenter e Roger Corman (senza dimenticare l’immortale Tiziano Sclavi) come uno snodo imprescindibile di tutto l’horror e la fantascienza a venire.
Due maestri di cerimonie – Luca Scarlini e Luca Crovi – faranno gli onori di casa celebrando l’opera lovecraftiana insieme a scrittrici e scrittori come Kim Bo-young, esponente di punta della nuova fantascienza coreana nonché raffinatissima interprete degli orrori marini concepiti dal genio di Providence – e Tullio Avoledo, grande appassionato delle più recondite prose necronomiche; ma anche ad artisti visivi come Daniele Serra, annoverato tra i massimi talenti dell’illustrazione italiana contemporanea, e al musicista e sound designer Spartaco Cortesi, entrambi capaci di rivitalizzare nei propri lavori le fascinazioni gotiche di uno sconfinato immaginario.
Sulle orme di Cthulhu e Yog-Sothoth, cuori pulsanti di questo festoso Lovecraft Revival saranno anche la proiezione di The Call of Cthulhu, un piccolo gioiello cinematografico del 2005 prodotto a bassissimo budget dall’americana H.P. Lovecraft Historical Society, e l’installazione sonora Il richiamo dell’abisso, un percorso nella semi oscurità che per tre giorni, dal tramonto alla notte – con la curatela di Luca Scarlini – popolerà le segrete gonzaghesche del Castello di san Giorgio affidando alle voci della Compagnia della lettura e ai suoni di Spartaco Cortesi il compito di rievocare le misteriose vicende al centro de L’orrore di Dunwich, una delle vette più compiute e inquietanti della narrativa lovecraftiana.
Oltre all’omaggio in più tempi a uno dei grandi maestri novecenteschi dell’incubo, molti altri colori del buio si celano a Festivaletteratura 2026 per provocare il quieto vivere e smascherare i lati in ombra del quotidiano: è senz’altro il caso di Pilar Quintana, autrice colombiana che da tempo esplora nelle sue prose i baratri perturbanti di vite adulte smarrite in tristi tropici e diaboliche solitudini, o di Niccolò Ammaniti, che torna al romanzo eleggendo un piccolo borgo siciliano come sfondo di una vicenda dominata da antichi segreti e amori inconfessabili; ma anche dei “nerissimi noir” nati dalla penna di Maurizio Torchio e Tullio Avoledo, che tra ecatombi animali, speculazioni rapaci e disastri ad altezza di provincia, ci pungolano a riconsiderare il nostro essere umani in un Belpaese afflitto da modelli sociali, economici e familiari sempre più mutilati e traballanti.
E mentre le apocalissi climatiche di un futuro prossimo ormai presente si rimescolano con segreti naturali ai limiti del metafisico, improntando il dialogo tra Alessandra Castellazzi e Bruno Arpaia, ai più classici delitti mediterranei guardano, sulle spalle di Sciascia, gialliste di razza amatissime dal grande pubblico come Cristina Cassar Scalia e Valentina Fornelli. Piergiorgio Pulixi e Valeria Corciolani, accompagnati da Luca Crovi, rivisitano invece il cosy crime e i gialli seriali, abbracciando per una manciata di romanzi librai e restauratrici alle prese con delitti irrisolti e ironia a fior di pagina.
Magie recondite e soglie arcane popolano infine l’accento di Luca Crovi, dominato dalle personalità magnetiche di Marco Aurelio e del medico Galeno al tempo delle Guerre marcomanniche, e naturalmente il monumentale atlante per immagini, libri e opere d’arte che Luca Scarlini dedica alle streghe e alla loro immancabile presenza in ogni civiltà degna di questo nome. D’altronde non è balzano pensare che i lati in ombra della storia si nutrano di buio alla ricerca di un significato: a questo proposito, una piccola, imperdibile perla del trentennale sarà proprio il Concerto al buio dei Sentieri Selvaggi, a partire dalle suggestioni musicali del concerto In iij. Noct di Georg Friedrich Haas.
Eventi collegati
Incontri
- Kim Bo-young con Luca Crovi
- Tullio Avoledo, Daniele Serra e Luca Crovi
- Pilar Quintana con Ludovica Lugli
- Niccolò Ammaniti con Gaia Manzini
- Tullio Avoledo e Maurizio Torchio con Carlo Lucarelli
- Bruno Arpaia e Alessandra Castellazzi con Silvia Righi
- Cristina Cassar Scalia e Valentina Fornelli con Luigi Caracciolo
- Piergiorgio Pulixi e Valeria Corciolani con Luca Crovi
Accenti
Proiezioni
- The Call of Chtulhu di Andrew Leman (USA, 2005 – 47’, B/N), introdotto da Luca Scarlini
Installazioni
- Il richiamo dell’abisso: da “L’orrore di Dunwich” di H.P. Lovevcraft. Adattamento di Luca Scarlini, suoni e musiche di Spartaco Cortesi, voci de La compagnia della lettura
Conferenze-spettacolo, concerti
- Luca Scarlini - Le streghe son tornate
- Sentieri Selvaggi - Concerto al buio
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Immagine di copertina: H.P. Lovecraft, Schizzo della statuetta di Cthulhu, 11 maggio 1934 (disegno accluso a una lettera a R.H. Barlow). Fonte: Wikimedia Commons. Pubblico dominio.