26 | 08 | 2026

I colori del buio

Pagine gialle, nere e nerissime approdano a Festivaletteratura 2026, con un omaggio in più tempi al genio letterario di H.P. Lovecraft come fulcro

Che esistano abissi dell’universo, speculari all’anima, in grado di esercitare su di noi un oscuro richiamo – spingendoci a percorrerli fino a perdere il senno – è cosa nota da tempi immemori. H.P. Lovecraft (Providence, 1890-1937) scrisse per tutta la vita di mondi in cui l’incubo straborda nel cosmo sotto forma di creature innominabili e libri proibiti, sovvertendolo fino alle fondamenta. Allo scrittore statunitense e alla sua mitografia del terrore sparsa in decine di racconti, cicli narrativi, saggi e poesie, Festivaletteratura dedica quest’anno un focus volto a restituirne la poderosa ed ecumenica inventiva, celebrata tuttora in miriadi di film, romanzi, fumetti, giochi da tavolo, e riconosciuta da maestri del brivido come Stephen King e Clive Barker, John Carpenter e Roger Corman (senza dimenticare l’immortale Tiziano Sclavi) come uno snodo imprescindibile di tutto l’horror e la fantascienza a venire.

Due maestri di cerimonie – Luca Scarlini e Luca Crovi – faranno gli onori di casa celebrando l’opera lovecraftiana insieme a scrittrici e scrittori come Kim Bo-young, esponente di punta della nuova fantascienza coreana nonché raffinatissima interprete degli orrori marini concepiti dal genio di Providence – e Tullio Avoledo, grande appassionato delle più recondite prose necronomiche; ma anche ad artisti visivi come Daniele Serra, annoverato tra i massimi talenti dell’illustrazione italiana contemporanea, e al musicista e sound designer Spartaco Cortesi, entrambi capaci di rivitalizzare nei propri lavori le fascinazioni gotiche di uno sconfinato immaginario.

Sulle orme di Cthulhu e Yog-Sothoth, cuori pulsanti di questo festoso Lovecraft Revival saranno anche la proiezione di The Call of Cthulhu, un piccolo gioiello cinematografico del 2005 prodotto a bassissimo budget dall’americana H.P. Lovecraft Historical Society, e l’installazione sonora Il richiamo dell’abisso, un percorso nella semi oscurità che per tre giorni, dal tramonto alla notte – con la curatela di Luca Scarlini – popolerà le segrete gonzaghesche del Castello di san Giorgio affidando alle voci della Compagnia della lettura e ai suoni di Spartaco Cortesi il compito di rievocare le misteriose vicende al centro de L’orrore di Dunwich, una delle vette più compiute e inquietanti della narrativa lovecraftiana.

Oltre all’omaggio in più tempi a uno dei grandi maestri novecenteschi dell’incubo, molti altri colori del buio si celano a Festivaletteratura 2026 per provocare il quieto vivere e smascherare i lati in ombra del quotidiano: è senz’altro il caso di Pilar Quintana, autrice colombiana che da tempo esplora nelle sue prose i baratri perturbanti di vite adulte smarrite in tristi tropici e diaboliche solitudini, o di Niccolò Ammaniti, che torna al romanzo eleggendo un piccolo borgo siciliano come sfondo di una vicenda dominata da antichi segreti e amori inconfessabili; ma anche dei “nerissimi noir” nati dalla penna di Maurizio Torchio e Tullio Avoledo, che tra ecatombi animali, speculazioni rapaci e disastri ad altezza di provincia, ci pungolano a riconsiderare il nostro essere umani in un Belpaese afflitto da modelli sociali, economici e familiari sempre più mutilati e traballanti.

E mentre le apocalissi climatiche di un futuro prossimo ormai presente si rimescolano con segreti naturali ai limiti del metafisico, improntando il dialogo tra Alessandra Castellazzi e Bruno Arpaia, ai più classici delitti mediterranei guardano, sulle spalle di Sciascia, gialliste di razza amatissime dal grande pubblico come Cristina Cassar Scalia e Valentina Fornelli. Piergiorgio Pulixi e Valeria Corciolani, accompagnati da Luca Crovi, rivisitano invece il cosy crime e i gialli seriali, abbracciando per una manciata di romanzi librai e restauratrici alle prese con delitti irrisolti e ironia a fior di pagina.

Magie recondite e soglie arcane popolano infine l’accento di Luca Crovi, dominato dalle personalità magnetiche di Marco Aurelio e del medico Galeno al tempo delle Guerre marcomanniche, e naturalmente il monumentale atlante per immagini, libri e opere d’arte che Luca Scarlini dedica alle streghe e alla loro immancabile presenza in ogni civiltà degna di questo nome. D’altronde non è balzano pensare che i lati in ombra della storia si nutrano di buio alla ricerca di un significato: a questo proposito, una piccola, imperdibile perla del trentennale sarà proprio il Concerto al buio dei Sentieri Selvaggi, a partire dalle suggestioni musicali del concerto In iij. Noct di Georg Friedrich Haas.

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Immagine di copertina: H.P. Lovecraft, Schizzo della statuetta di Cthulhu, 11 maggio 1934 (disegno accluso a una lettera a R.H. Barlow). Fonte: Wikimedia Commons. Pubblico dominio.
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